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Scuola: dopo 13 anni riprendono i concorsi

20 December 2011versione stampabile

Alessandro Grandi

Manifestazione dei precari della scuola

Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo riapre i bandi per le cattedre per le scuole elementari, medie e superiori. Erano fermi da 13 anni. La proposta, però, lascia aperta qualche porta al dubbio. Ne abbiamo discusso con Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
“Intanto è necessario che i concorsi vengano ripresi secondo il dettato della legge che prevede che il reclutamento avvenga per il 50 percento attraverso i concorsi e per l’atro 50 percento attraverso le graduatorie. I concorsi, però, sono fermi da 13 anni. Ora il punto che vorremmo discutere e che mi sembra quello essenziale è la disponibilità reale di posti. Rispetto alle previsioni del governo precedente, che aveva dichiarato che il prossimo biennio ci sarebbero stati per turn-over 20mila pensionamenti di docenti, per effetto delle nuove norme emanate da questo esecutivo i pensionamenti si ridurranno essendo stata allungata l’età pensionabile e di conseguenza anche la contribuzione. In secondo luogo ci sono le normative emanate dal precedente esecutivo. L’ultima manovra finanziaria prevede che non ci possano essere incrementi occupazionali nella scuola. Se il governo vuole contribuire efficacemente alla ripresa dell’occupazione nella scuola, dando risposte ai precari e ai giovani, deve mettere in discussione le leggi precedenti, la legge Tremonti, e deve rivedere emendamenti approvati.

Quindi si potrebbero aprire aspettative errate?
Aprirle attraverso questo maxi concorso e poi non poterle realizzare per mancanza di posti rischi di far nascere una guerra fra poveri, una guerra fra lavoratori, fra giovani che vogliono entrare e precari che aspirano alla stabilizzazione. Ma non c’è posto né per i giovani, né per i precari.

L’unica soluzione possibile qual è, oltre a mettere mano alle leggi?
Secondo noi l’unica soluzione è innanzitutto quella di modificare le leggi che di fatto sono un blocco rispetto alla possibilità di ampliare l’organico nella scuola, e nello stesso tempo rivedere le modalità con le quali vengono definiti gli organici. Noi proponiamo da tempo che si superi questa distinzione tra organico di diritto e organico di fatto che è una vera e propria presa in giro e si vada a un organico funzionale su base pluriennale in modo tale da avere una diminuzione pluriennale nel reclutamento.

Dunque, considerando la situazione attuale qual è il futuro della scuola pubblica italiana?
Dipenderà da questo Governo. Se non ci sarà un’inversione di tendenza rispetto alle controriforme della Gelmini e ai tagli epocali noi rischiamo di vedere una scuola che deperisce giorno dopo giorno. Finora questo governo ha fatto tanti proclami ma non abbiamo visto ancora nulla di concreto.