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Corte giustizia europea: rispettare i diritti dei richiedenti asilo

21 December 2011versione stampabile

La Corte di giustizia europea, con sede nel Lussemburgo, ha stabilito che un richiedente asilo non può essere trasferito in un altro Paese membro dell’Unione se sussistono dubbi che possa ivi subire dei “trattamenti inumani o degradanti”, ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Le regole Ue prevedono che la richiesta di asilo venga vagliata nel primo Paese europeo in cui il migrante è arrivato.

La sentenza odierna stabilisce che gli organi giurisdizionali nazionali non devono trasferire il richiedente asilo nello Stato competente quando le garanzie di rispetto dei diritti non sono sufficienti. La Corte ammette in questo modo che sia possibile una violazione dei diritti umani fondamentali dei migranti in alcuni Stati membri: nella sentenza si può leggere che non possono essere ignorate le carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo.

La vicenda trae origine dal caso di un afgano che ha ricorso contro la decisione della corte britannica, a cui presentò domanda di asilo nel 2009, di trasferirlo in Grecia. I giudici europei hanno duramente condannato le cattive condizioni dei centri di detenzione greci. Germania, Regno Unito, Svezia, Norvegia e Islanda hanno sospeso i trasferimenti dei richiedenti asilo verso la Grecia.