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In viaggio/ Sistema Pechino

21 December 2011versione stampabile

 

Gabriele Battaglia

Pechino ha 22 milioni di abitanti, di cui almeno 8 sono lavoratori migranti. Il suo centro è la Città Proibita, attraversata da un asse nord-sud e delimitata a sud dall’altro asse est-ovest.

Il vertice meridionale dell’asse nord-sud è il Tempio del Cielo; quello settentrionale, il nuovo parco Olimpico. Questa direttrice è conosciuta anche come “la vena del Drago”: raccoglie tutti i luoghi simboli del potere cinese, dall’Impero (il Tempio del Cielo, la Città Proibita e le due torri della Campana e del Tamburo), al maoismo (il mausoleo del Grande Timoniere, piazza Tiananmen, l’immagine di Mao sul muro meridionale della città imperiale).

L’asse est-ovest corre lungo la via della Lunga Pace (o della “Pace Eterna”), con al centro piazza Tiananmen, che divide in due la città: a ovest la città cinese, rappresentata dal nuovo quartiere finanziario, a est quella degli stranieri, con il Central Business District (CBD).

Pechino è la città del potere. La struttura chiusa della Città Proibita veniva tradizionalmente replicata nei siheyuan, le case a corte monofamiliari, perimetrate sui quattro lati. Con la presa del potere dei comunisti e il parallelo processo di urbanizzazione furono espropriate e spezzettate tra diverse famiglie. Dopo le demolizioni degli anni Novanta, 34 hutong (i quartieri di vicoli nei quali si trovano i siheyuan) sono stati protetti dall’autorità di pianificazione urbana.

Pechino ha 2600 anni, è diventata capitale con la dinastia Yuan e lo è rimasta per tre dinastie, per la breve parabola della Repubblica Cinese e infine per i 62 anni di Repubblica Popolare. Ma quando la percorri, non trovi quasi tracce del passato, anche perché negli anni più recenti è stata investita da un processo di sviluppo immobiliare che ha progressivamente spinto i vecchi residenti verso la periferia più lontana e svuotato il centro.

Ma tra gli hutong è tuttavia possibile trovare ancora scampoli della vecchia Pechino: forme di vita e tradizioni che si ostinano a vivere. È quel “caos organizzato” che contraddistingue la capitale imperiale e l’Asia tutta.