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I fascisti italiani e Tolkien

22 December 2011versione stampabile

Gabriele Battaglia

Il problema non è il Fantastico; il problema sono i fascisti”. Così, in estrema sintesi, WuMing 4 liquida la questione di un Tolkien “di destra”. L’autore de Il Signore degli anelli e Lo Hobbit è da sempre di culto per la costellazione neofascista nostrana. Il tema è ritornato d’attualità con l’eccidio compiuto da Gianluca Casseri a Firenze. L’assassino di Mor Diop e Samb Modou era infatti uno degli autori di «Albero» di Tolkien (Bompiani, 2007), una raccolta di saggi a cura dei “tolkienologi” di destra.
Il dibattito sulle interpretazioni di Tolkien continua su
Giap, il sito del collettivo di scrittori WuMing (“senza nome”, in cinese).

Chiediamo una sintesi a WuMing 4.

Casseri si immaginava intellettuale tolkieniano: c’è un nesso tra l’opera di Tolkien e l’atto violento di un personaggio del genere?
Se c’è, è tutto nella mente di chi decide di praticarlo.

Perché a certa destra estrema piace Tolkien?
Per il messaggio anti-progressista e per l’idea di un’alleanza di pochi che lottano contro il Male. Dal primo aspetto si fa derivare l’evocazione di un passato mitico da riportare in auge; dal secondo l’esaltazione di un eroismo antico che si erge a baluardo contro la decadenza dei tempi. E’ una lettura dozzinale e sballata dell’opera di Tolkien, ma tant’è.

La lettura “da destra” di Tolkien si basa sull’idea di Tradizione (con la “T” maiuscola): che cos’è questa Tradizione?
Una costellazione di simboli che si ripresentano eternamente nelle varie culture e nelle varie epoche, la cui essenza trascende qualunque contesto storico o narrativo. Questa idea produce una lettura del tutto tautologica. Se i tradizionalisti pensano che la spada simboleggi un determinato concetto o ideale e nei romanzi di Tolkien compare una spada, da questo deducono che Tolkien era un simbolista. Se c’è un re e la figura regale fa parte di ciò che considerano Tradizione con la maiuscola, allora Tolkien era un tradizionalista.

In pratica, secondo le letture di destra, nei libri di Tolkien, alcuni oggetti sono in realtà “simboli” che vivono di vita propria a prescindere da quello che volesse farci l’autore inserendoli nella trama. Cosa ne pensi di questa interpretazione?
Se i simboli sono eterni e preesistono alla mente umana, allora le nostre menti non sono altro che veicoli dei simboli stessi. L’autore e il racconto diventano strumenti della Tradizione. Di fatto della narrazione non resta niente, tutto viene sacrificato a un’entità ideale e trascendente. Così a un testo letterario si può far dire qualsiasi cosa.

Mi sembra invece di capire che secondo te nei personaggi di Tolkien ci siano aspetti sia tradizionali sia moderni: puoi farci qualche esempio?
I protagonisti delle storie di Tolkien non sono sempre figure della tradizione epica. Non lo sono innanzi tutto gli Hobbit, ma nemmeno Fabbro di Wootton Major, l’agricoltore Giles di Ham, o il reduce Tìdwald. Questi personaggi hanno già una coscienza moderna e convivono con altri, più antichi e archetipici, con i quali intrecciano rapporti complessi e contraddittori. Da quelle storie emerge tutta l’avversione verso l’idea positivista di uno sviluppo infinito, ma ciò non toglie che certi aspetti del mondo antico devono essere rigettati. Tanto meno si può aspirare a fermare il tempo, a farlo tornare indietro.

In definitiva, Tolkien può essere iscritto d’ufficio a qualche ideologia?
Direi che è perfino difficile iscriverlo in una corrente di pensiero. Quando gli chiedevano di cosa trattasse “Il Signore degli Anelli”, rispondeva che per lui era soprattutto un saggio sull’estetica linguistica. Più di mezzo secolo dopo è ancora la risposta migliore a chi pretende di farne un vessillo ideologico.

6 Responses to I fascisti italiani e Tolkien

  1. Simone

    22 December 2011 at 11:26

    Ho letto con molto interesse tutta l’intervista a WuMing 4 ed anche lo scritto apparso su Giap dal titolo “Il professore, il barone e i bari. Il caso Tolkien e le strategie interpretative della destra”. Da grande appassionato dell’opera di Tolkien, ne condivido in pieno l’interpretazione (o almeno apprezzo il modo in cui ha smontato l’interpretazione ideologica di destra dell’opera di questo autore).

    Nonostante ciò, non mi è piaciuto come Gabriele Battaglia ha formulato la prima domanda: “Casseri si immaginava intellettuale tolkieniano”, contiene al suo interno una preconcetta condanna per millanteria. E’ ragionevole supporre, per il semplice fatto che Casseri era uno degli autori de “«Albero» di Tolkien (Bompiani, 2007)”, che lo stesso fosse quantomeno un conoscitore dell’universo tolkeniano.

  2. kumba

    23 December 2011 at 21:24

    Io penso che non possa essere ideologizzato (Tolkien) per il semplice motivo che oniuno puo trovarci qualcosa di se stesso

  3. gengiss

    28 December 2011 at 12:02

    Da appassionato di fantastico, qualche anno fa avevo letto un articolo di Umberto Eco proprio su questo argomento. Anche lui si chiedeva: che senso ha immaginare Frodo in camicia nera ?!

  4. Filo 68

    4 January 2012 at 12:32

    nessun senso caro gengiss…
    gli estremisti si impossessano di personaggi e si alimentano di finte ideologie…gli estremisti esistono purtroppo nel mondo della politica, come in quello della religione…
    L’importante credo sia sempre tenere gli occhi ben aperti, e non far passare alcun messaggio (il problema riguarda quelli subliminali soprattutto) nell’indifferenza, bensì stroncare sul nascere qualsiasi collegamento, allusione o intreccio nefasti per la natura umana!

  5. ornella

    4 January 2012 at 18:02

    Questi poveretti sono alla perenne ricerca di qualcuno da presentare come “loro”.

    Mi ricordo tantissimi anni fa a un concerto di Guccini i fascisti sostenere che “la locomotiva” era “loro”.

    Talvolta sono un po’ confusi….

  6. Roman

    15 February 2012 at 03:40

    Bha, il fatto che Tolkien avesse stretti rapporti con un fascista britannico è documentato nelle lettere che egli stesso mandava al suo amico. Carta scritta.
    Il resto sono parole vuote.