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Aggettivi

23 December 2011versione stampabile

 

 

     Aggettivi. Di Assunta Sarlo

 

Il corso è allettante: si discetta di nuovi linguaggi della politica. La locandina recita: “Quattro fine settimana di alta formazione sui nuovi modelli di pensiero e dialogo della politica. Perché leggere la complessità è il primo passo per governare il cambiamento”. Si parlerà di welfare, di economia, di globalizzazione e, appunto, di politica. Organizzano, a Milano, l’Accademia della carità e Lama – Development and cooperation agency. Quindici i relatori: Bellanca, Bianchi, Bragantini, Campedelli, Capelli, Colmegna, Colombo, Lerner, Livi Bacci, Monaco, Onida, Resta, Rinaldi, Salvati, Zagrebelsky.

Una cosa in comune: tutti uomini.Alla faccia della “complessità del mondo”. Non è la prima, probabilmente non l’ultima volta.

Convegni, seminari, tavole rotonde monosessuate. La storica Anna Bravo di recente raccontava che, a Torino, arcistufe dell’ennesimo episodio del genere, le componenti dell’archivio delle donne piemontesi hanno scritto una lettera (replicabile e utilizzabile in occasioni consimili): “Buongiorno. abbiamo notato che nella vostra iniziativa vi siete riservati, come studiosi maschi, una quota di presenze totale o quasi, escludendo studiose di rilievo sia per gli studi di genere sia per altri settori di ricerca. E’ il ritorno a un passato lontano che si pensava superato dalla maturazione interna alle discipline, dai cambiamenti nel mercato culturale – e da un maggior senso del pudore. Per anni, anche in Italia una parata di soli uomini è sembrata strana, o quanto meno inopportuna… “Dimenticare” il nostro lavoro o subordinarlo a eventuali equilibri di cerchia (perché di questo pensiamo si tratti) equivale a negare una professionalità che ci siamo costruite nel tempo (breve o lungo poco importa) e che non accettiamo venga ignorata. Dopo aver paragonato le recensioni dedicate a libri di donne e di uomini, Anne Hays ha scritto: “Does The New Yorker Have Girl Problems? E voi? Vi invitiamo a rifletterci.”
Domanda girata agli organizzatori dell’alta formazione.

Intanto l’aggettivo: paleolitico. E maschilista.

7 Responses to Aggettivi

  1. fabio zanchi

    23 December 2011 at 16:02

    Brava Assunta. Condivido assolutamente. Non parteciperò a nessuna iniziativa che non preveda la presenza di donne. Fabio z.

  2. alessandra mancuso

    24 December 2011 at 00:45

    Quanto segnali è fantastico! Un corso di formazione sui “nuovi modelli di pensiero” che svela in realtà modelli di pensiero vecchi come il cucco. Ma sai che cominciano a farmi un po’ pena nella loro ottusità? Tra un po’ non mi arrabbio neanche più, è tempo perso! E chi continua a procedere così si relega al passato e all’insignificanza

  3. Cecilia

    24 December 2011 at 13:54

    Già. Mi capita spesso di trovarmi, in qualsiasi contesto, a un tavolo con dieci relatori. Nove sono maschi bianchi, sopra i 65 anni, che guadagnano dieci volte me. Poi ci sono io. Ogni volta mi gingillo con l’idea di cominciare il mio intervento – quale che sia il tema dell’incontro, da ‘Nuove prospettive sulla cooperazione internazionale’ a ‘L’allevamento dei furetti nella Venezia del Cinquecento’ – con un “Grazie per avermi invitato a questa tavola rotonda sulla gerontocrazia maschile”. Che dici, apprezzerebbero l’ironia?

  4. assunta sarlo

    24 December 2011 at 14:34

    ottimo. bisogna dissociarsi. (per fabio)
    anche non smettere di arrabbiarsi (per ale)
    mica tanto (per cecilia).

  5. laura onofri

    27 December 2011 at 14:48

    Io ho adottato questo metodo: li boicotto e mando una lettera del tenore di quella inviata dall’ARDP Piemonte.
    Anche gli organismi di parità dovrebbero muoversi e cercare di ostacolare (negazione del patrocinio, nessuna risorsa ecc.) quei convegni monosessuati.
    Si potrebbe anche stilare un o.d.g. da far approvare nei Comuni, Regioni ecc.

  6. Paola Zaretti

    30 December 2011 at 17:37

    Lo dico sempre e lo ripeto ancora: Affamare il patriarcato.

  7. assuntasarlo

    3 January 2012 at 16:48

    Ricevo dalla Lama: ” Consideriamo importanti le critiche che ha mosso rispetto all’assenza di relatrici donna e ci teniamo a specificare che concordiamo con lei sulla necessità di interpretare il cambiamento attraverso uno sguardo plurale e certamente non ‘monosessuato’. Con questo senso e questa attenzione infatti è stato costruito il corso. La scelta dei relatori non è stata guidata da un criterio maschilista ma ha seguito il solco iniziale di molte relazioni e rapporti già consolidati sia con uomini che con donne. Nella prima comunicazione del corso erano riportati i relatori che avevano già confermato la loro presenza, effettivamente in quel momento tutti uomini. Successivamente abbiamo potuto far circolare il panel dei relatori definitivo con interventi, ad oggi confermati, di Michela Braga, Lucia Castellano, Maria Grazia Guida e Cristina Tajani”. Più altre che dovranno confermare.
    Prendiamo atto. Augurandoci di non dover mai più trovare un elenco monosessuato. Neanche se provvisorio ( ma questo non c’era scritto).