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Usa, corsa agli armamenti per la polizia

23 December 2011versione stampabile

Le spese militari sostenute dagli Usa per mantenere viva la guerra in Iraq e Afghanistan, hanno di fatto alimentato anche il mercato delle armi interno al Paese.

Decine di città si stanno armando per difendersi da ipotetici pericoli derivanti dal terrorismo. Inoltre, il ritorno in patria di migliaia di soldati reduci dai fronti di guerra, ha aperto la strada a una nuova professione che è quella del consulente anti-terrorismo. Sono migliaia infatti, i reduci che hanno fornito la disponibilità ad essere arruolati per combattere il terrorismo, unico vero spauracchio per gli statunitensi.

A scoperchiare questa corsa alle armi delle città Usa, è stata un’indagine condotta da Center for Investigative Reporting, che ha confermato che non solo le città considerate obiettivi sensibili sono corse al riparo comprando armi e formando personale specializzato. Anche piccole realtà che sono lontane anni luce dalla violenza dei grandi centri urbani si sono attrezzate e hanno sfruttato il pacchetto fiscale varato dal presidente Obama nel 2009 che metteva sul piatto pesanti fondi governativi.

Un esempio su tutti: nella città di Augusta, nel Maine, sono stati acquistati dalla polizia giubbotti anti-bomba per un valore di 1.500 dollari ciascuno. L’ultima morte violenta in questa città, però, risale a 125 anni fa. Forse la città non è così pericolosa.

La cosa curiosa è che ci sono sindaci di città piccolissime e poco violente che si sono dotati di droni, gli aerei spia usati dall’esercito nella guerra in Afghanistan, elmetti Kevlar, quelli utilizzati dai Marines in battaglia e addirittura un cannoncino con torretta girevole, come ha fatto il sindaco di Fargo, minuscola città del Nord Dakota.