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Ucciso il capo dei ribelli del Darfur

25 December 2011versione stampabile

L’esercito sudanese ha annunciato oggi di aver ucciso Khalil Ibrahim, capo del Jem (Justice and equality movement), il principale gruppo armato attivo nel Darfur, la regione occidentale del paese in cui il governo sudanese combatte dal 2003 contro la ribellione della popolazione non araba della zona.
Il portavoce del gruppo armato aveva annunciato pochi giorni fa che le milizie del movimento stavano avanzando nella regione del Kordofan settentrionale, confinante con il Darfur, in una missione militare per rovesciare il governo sudanese. E l’uccisione di Ibrahim, secondo l’esercito sudanese, sarebbe avvenuta proprio in Kordofan settentrionale.

L’esercito sudanese ha aggiunto che ieri il Jem aveva attaccato tre diverse aree della regione, e lo aveva accusato di avere ucciso molti civili. Il Jem, come ricorda Al Jazeera, aveva già effettuato attacchi nella regione del Kordofan.
La regione del Kordofan confina a sud con il Sud Sudan, lo stato indipendente dal luglio 2011. Lo scorso mese il JEM ha annunciato un accordo con il il Movimento di Liberazione del Popolo Meridionale (Southern People’s Liberation Movement, Splm), che è un altro gruppo ribelle armato attivo sul confine tra il Sudan e il Sud Sudan oltre ad essere il partito attualmente al governo in Sud Sudan: il presidente Kiir ha detto però che ogni relazione con i ribelli oltre confine è terminata con l’indipendenza.
Secondo l’esercito sudanese, Ibrahim stava cercando di entrare nel Sud Sudan.  Secondo Al Jazeera, la morte del capo del JEM potrebbe essere un colpo molto duro per il movimento ribelle, che in passato è stato appoggiato anche da Muammar Gheddafi e dal leader del Chad Idriss Deby.

Qualche tensione anche nella capitale Khartoum, soprattutto nella zona universitaria, dove molti degli studenti sono di origine darfurina, e dove nel passato ci sono state proteste contro il governo sudanese.