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Etiopia, due giornalisti svedesi condannati a 11 anni di carcere

27 December 2011versione stampabile

Due giornalisti svedesi, Martin Schibbye e Johan Persson, sono stati condannati a 11 anni di carcere in Etiopia, con l’accusa di essere entrati illegalmente nel Paese e di supportare il terrorismo. I due reporter erano stati arrestati lo scorso luglio dalle truppe etiopi durante uno scontro con i ribelli del Fronte Nazionale di Liberazione dell’Ogaden (ONLF). L’accusa aveva chiesto una condanna a 18 anni, ma il giudice Shemsu Sirgaga ha ritenuto appropriati 11 anni di detenzione. I giornalisti si sono sempre dichiarati innocenti e ricorreranno in appello.

“Siamo convinti che i due reporter si trovavano nel Paese per scopi lavorativi. I due cittadini svedesi devono essere liberati prima possibile per poter raggiungere le loro famiglie”, ha detto il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt dopo la condanna. L’associazione per i diritti umani Amnesty International ha dichiarato che i giornalisti sono stati oggetto di una persecuzione per il loro “legittimo lavoro”.

I due uomini hanno ammesso durante il processo di aver avuto dei contatti con alcuni esponenti del Fronte a Londra e a Nairobi e di avere incontrato alcuni ribelli a una quarantina di chilometri dal confine perché questi li aiutassero ad entrare nella regione in cui le autorità etiopi non permettono la presenza di giornalisti. Lo scopo di Schibbye e Persson era quello di documentare le attività della compagnia petrolifera avedese Lundin Petroleum, nell’Ogaden.

Nella regione dell’Ogaden alcuni ribelli combattono per l’indipendenza dagli anni Settanta e il Fronte Nazionale di Liberazione dell’Ogaden è in prima linea nella lotta armata dal 1984. L’Ogaden è una regione dell’Etiopia di etnia somala.