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Rossella Urru, cellula di al-Qaeda ne ha favorito il sequestro

28 December 2011versione stampabile

Funzionari del governo del Mali hanno riferito al quotidiano arabo ‘al-Hayat’, che il sequestro di Rossella Urru e dei suoi due colleghi spagnoli, il 23 ottobre scorso nei campi di Tindouf, nel sud ovest dell’Algeria, sarebbe stato reso possibile dalla complicità di una cellula jihadista saharawi.

Le autorità maliane sono convinte che dietro ai sequestri avvenuti nel loro Paese ci sia il gruppo affiliato ad al-Qaeda, e per questo hanno dato vita in questi giorni ad un’offensiva mediatica contro il Fronte Polisario, la formazione armata che combatte per l’indipendenza del Sahara Occidentale, in particolare dopo che a metà dicembre alcuni loro uomini sono entrati nel nord del Mali per uccidere due contrabbandieri, accusati di essere legati al rapimento della Urru.

Intanto, l’agenzia mauritana ‘Ani’ conferma il cambio ai vertici dell’organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi): il nuovo emiro del Sahara, al comando di tutte le brigate terroristiche attive nella regione, è Nabil Abu Alqama che ha preso il posto di Yahya Jawwadi (che ne era a capo dal 2006). A nominarlo è stato il leader della rete Abd al-Malek Droukedel. Abu Alqama, il cui vero nome è Makhloufi Nabil, è considerato il ‘terzo emiro del Sahara’ dopo il fondatore Khaled Abul Abbas, alias ‘Belaouar’, che ricoprì questo incarico ai tempi del Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento fino al 2006.

La decisione di Droukedel sarebbe maturata dopo che sotto il mandato di Jawwadi l’organizzazione ha attraversato forti divisioni interne. Oltre ai rapimenti della Urru, sarebbero da attribuire al nuovo arrivato, Abu Alqama (che secondo le fonti sarebbe diventato operativo a partire dalla seconda metà di novembre), anche il rapimento di due francesi il 24 novembre a Hombori, nel nord del Mali, e quello di tre turisti occidentali il 25 novembre a Timbuctu, sempre nella parte settentrionale del Paese. Un quarto turista, un tedesco, è stato ucciso mentre tentava di resistere al sequestro.