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Afghanistan, Karzai silenzia un’altra voce scomoda

29 December 2011versione stampabile

Enrico Piovesana

L’ordine di licenziamento pare sia venuto da Karzai in persona, non senza il beneplacito del governo americano. Il destinatario è uno dei più famosi difensori dei diritti umani in Afghanistan, il giovane Ahmad Nader Naderi: figura di spicco della Commissione afgana indipendente per i diritti umani (Aihrc), da cui è stato cacciato pochi giorni fa.

Nadery – 36 anni, master alla George Washington University, “eroe asiatico” secondo la rivista Time e “giovane leader globale” secondo il World Economic Forum del 2008 – si apprestava a pubblicare uno scottante rapporto a cui ha lavorato per tre anni: un dettagliato documento di mille pagine che prova i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi negli anni ’80 e ’90 dai comandanti mujaheddin che oggi fanno parte del governo Karzai o lo sostengono in parlamento. Con tanto di indicazione di centottanta fosse comunui finora sconosciute.

Un rapporto-bomba che, se e quando uscirà, potrebbe generare un terremoto politico a Kabul in una delicata fase di transizione in cui Washington necessita della massima stabilità politica in Afghanistan. Fonti del Dipartimento di Stato americano hanno dichiarato al New York Times che “questo non è proprio il momento adatto” per l’uscita di un simile rapporto.
Aimal Faizi, capoufficio stampa della presidenza afgana, ha dichiarato all’agenzia Reuters che il mancato rinnovo del mandato di Naderi all’Aihrc non ha nulla a che vedere con il rapporto: “Non potremo comunque impedire la pubblicazione del rapporto”.

Qualche dubbio sulla natura della decisione di far fuori Naderi – da anni in prima linea nel denuciare la le frodi elettorali e la corruzione del governo Karzai, gli abusi, i crimini e le approriazioni indebite di terre da parte dei più potenti funzionari goevrnativi – sorge dal fatto che al suo posto verrà nominato, a quanto pare, un fedelissimo del vicepresidente Muhammad Qasim Fahim: uno dei più potenti signori della guerra afgani, ritenuto responsabile di atroci crimini di guerra. “Questo è un segnale molto chiaro”, ha commentato un diplmatico occidentale al New York Times.

“Rimuovere Naderi mentre il report a cui stava lavorando era in fase di ultimazione è una mossa a dir poco discutibile”, ha commentato Azizullah Rafi, presidente dell’Afghanistan Civil Society Forum. “E’ un grave colpo, l’ennesimo, contro al democrazia e la difesa dei diritti umani in questo Paese”.
“Naderi rappresenta il volto dei diritti umani qui in Afghanistan”, ha dichiarato una sua ex collaboratrice, Dallas Mazoori. “Al popolo afgano arriva un messaggio molto inquietante: se parli di diritti umani, se chiedi giustizia, verrai ridotto al silenzio”.

Lo sa bene Malalai Joya, la giovane attivista democratica che dopo essere stata cacciata dal parlamento per aver criticato i signori della guerra che sedevano accanto a lei, è deovuta entrare in clandestinità per non venire uccisa. Quando E il mensile l’ha incontrata l’estate scorsa aveva detto: “Gli assassini con le mani sporche del sangue del popolo afgano, i criminali di guerra che oggi stanno al governo con il sostegno e la protezione delle democrazie Occidentali, dovrebbero essere condotti alla sbarra del Tribuinale penale internazionale dell’Aja! I vari Fahmi, Rabbani, Khalili, Dostum e compagnia sono peggio di Radko Mladič! Fin quando non verrà fatta giustizia, in Afghanistan non ci saranno mai né pace né democrazia”.