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Indonesia, polizia spara su manifestanti: 3 morti

29 December 2011versione stampabile

La polizia indonesiana ha ucciso tre persone che manifestavano contro l’apertura di una miniera nell’isola di Sumbawa, il 24 dicembre scorso, e ferendone almeno 20, di cui 9 gravemente, e arrestandone 36. La protesta era iniziata il 19 dicembre, quando i membri dell’Anti-Mining People’s Front avevano bloccato il piccolo porto di Sape ad est di Bali, nella provincia del West Nusa Tenggara.

Un video trasmesso dai media indonesiani mostra la polizia che spara in aria, mentre un ufficiale e altri soldati sparavano contro la folla disarmata. Nel video, si vedono le cariche degli agenti contro i manifestanti, contadini locali e pescatori che protestavano contro l’apertura della miniera d’oro da parte della Australian Arc Exploration (ARC) and PT Sumber Mineral Nusantara (SMN), per paura che la futura miniera danneggi l’ecosistema locale e di conseguenza la loro fonte di reddito.

La polizia, nel tentativo di giustificarsi per la dura reazione, ha riferito di aver sparato sulla folla perché i manifestanti avevano iniziato a dar fuoco a edifici governativi e delle banche. Ciò però è stato contraddetto da altre testimonianze che riferiscono che l’attacco agli edifici è avvenuto solo dopo che la polizia ha iniziato a sparare sulla folla. Inoltre la polizia inizialmente aveva affermato di aver trovato varie armi, compresi dei machete, e di aver arrestato solo i “provocatori”. Nei rapporti successivi, però, non si menzionano i nomi dei ‘provocatori’ arrestati.

Altre manifestazioni in varie parti dell’Indonesia sono state indette per protestare contro i fatti di Sape. Il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, nel tentative di ristabilire l’ordine, ha ordinato al capo della polizia di iniziare un’inchiesta e ha invitato a non utilizzare nessuna forma di violenza contro chi protesta.