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Libia, l’Eni senza certezze

30 December 2011versione stampabile

Nel faccia a faccia tra l’amministratore delegato dell’Eni, il colosso petrolifero italiano, Paolo Scaroni, e il premier libico pro tempore Abdelrahim Al Keeb, avvenuto mercoledì 28 dicembre a Tripoli, era state spese parole rassicuranti per gli interessi energetici italiani in Libia.

Ieri, 29 dicembre, la situazione è mutata d’improvviso. Un comunicato fatto diffondere dal premier Al Keeb recita che la revisione dei contratti petroliferi andrà fatta “in nome degli interessi del popolo libico. Il capo del governo di transizione Abdel Rahim al-Keeb ha informato l’amministratore delegato dell’Eni che i contratti firmati tra il gruppo e il vecchio regime saranno rivisti e riesaminati conformemente agli interessi della Libia prima di essere applicati”.

Una bella botta per il gruppo San Donato Milanese, che riteneva – come tutti – al-Keeb un mero traghettatore, in carica per massimo quattro mesi, con un mandato limitato solo alla preparazione delle elezioni. ”Tutto il mondo”, ha detto il premier libico, “dovrà rispettare le scelte del popolo libico. Le compagnie straniere che lavorano in Libia dovranno provare che sono partner della Libia e non di Gheddafi e del suo regime”. Proprio ieri il premier italiano Mario Monti ha annunciato che il 21 gennaio farà una visita a Tripoli. Senza certezze.

One Response to Libia, l’Eni senza certezze

  1. el azzaharita

    3 January 2012 at 14:41

    per una volta, forse, aveva ragione ‘Libero’, quanto intestava la prima pagina (all’epoca): “ai francesi il petrolio e a noi …………………..” Nel nome di Allah! potente e misericordioso.