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Americana

1 January 2012versione stampabile

Al via ufficiale la corsa elettorale alle presidenziali del 2012, la più incerta, combattuta e populista di sempre. Primo appuntamento, il voto per le primarie repubblicane in Iowa, tradizionale calcio d’inizio per determinare il candidato presidenziale per lo scontro diretto tra i due poli. In lizza per sfidare Obama ben 7 candidati, che cercheranno di conquistare la maggioranza dei 110.000 divisi in 1774 caucus (assemblee). Chi vince l’Iowa potrà certo influenzare il voto nelle altre 49 primarie.

La trimurti in testa ai sondaggi è composta da Mitt Romney, ex governatore del Massachussets, Newt Gingrich ex-speaker of the House e l’iper cattolico Rick Santorum. In riserva il libertariano Ron Paul e le sue visioni apocalittiche («questa è l’ultima elezione prima della fine, se non agiamo»); la Tea Party favourite Michele Bachmann; il governatore Texan supportato da BIG OIL, Rick Perry; il moderato ex-ambasciatore USA a Pechino, John Huntsman (l’unico a dire che esiste il cambiamento climatico e non essere un oltranzista pro-life).

Huntsman – essendo moderato – è naturalmente il meno favorito di tutti, qua in Iowa come nel resto del paese. Quest’anno, dopo il 2008 sono tornati in voga il populismo (deportiamo ogni immigrato senza documenti), l’iperliberismo (oltre 1000 miliardi di tagli alla spesa, anche se qualcuno soffrirà, Ron Paul) la verve anti straccioni («I poveri, colpa loro!», disse Herman Cain, ilblack republican oggi fuori dalla corsa per uno scandalo sessuale), l’odio totale nei confronti degli ambientalisti e per l’Enviromental Protection Agency, l’agenzia per l’Ambiente (“Tolgono lavoro agli americani”, Rick Perry) e naturalmente tutti contro Obama (non ho abbastanza spazio per trascrivere veleni e cattivi commenti di tutti i candidati, nda).

Certo un brutto soggetto per inaugurare un blog che seguirà da vicino “l’Election Year 2012” e da li la nuova/rinnovata presidenza. Ma d’altronde numerosi spin doctors di Washington si aspettano la peggiore campagna da sempre. Con sorprese sicuramente. Come il potenziale terzo polo rilanciato proprio ieri dal miliardario palazzinaro Donald Trump, che da l’idea di voler tornare in pista dopo essere stato scaricato dalle file del GOP. O i greens che prendono l’1%. Oppure vedere gli effetti di una spaccatura repubblicani/tea party in caso di una vittoria di Mitt Romney. Per il momento inizia lo show. La Società dello Spettacolo politica sta per dare il meglio (del peggio) di sé.

Pronostici. La polarizzazione degli elettori dell’Iowa potrebbe premiare il bigotto Santorum (così religioso da far apparire Bush Jr un mangia preti), al parimerito con Mitt Romney (che catturerà il voto femminile moderato), mentre Gingrich perderà spazio, grazie all’operazione “distruzione totale” di Ron Paul” che detesta personalmente il filo-establishment Newt. Speculazioni dato che oltre il 45% degli elettori si dice ancora indeciso. Se mi sbaglio, offro una birra al primo che twitta.

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