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La fuga della Omsa: licenziate 293 operaie

2 January 2012versione stampabile

Un pessimo inizio di 2012 per 293 operaie della azienda Omsa di Faenza, alle quali è stata comunicata – via fax, il giorno di Capodanno – la decisione dell’azienda di chiudere per sempre la sede italiana delocalizzando la produzione all’estero.

Per la precisione in Serbia, dove gli incentivi del governo di Belgrado hanno attirato il gruppo industriale, sulla strada già seguita in passato da Fiat, i fornitori della Fiat, Generali, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Benetton e Fantoni. Sgravi fiscali tra i 5mila e i 10mila euro annui per ogni posto di lavoro creato nel Paese, oltre ad altre esenzioni doganali e agevolazioni fiscali.

Le lavoratrici, che già in passato erano riuscite a bloccare i licenziamenti, ci riprovano, lanciando la campagna di boicottaggio dei prodotti del gruppo Omsa, tra i quali figurano prodotti leader del settore delle calze: Golden Lady, Philippe Matignon, Heu Donna, Hue Uomo, Saltallegro Bebè, Serenella.

Le lavoratrici e i lavoratori lasciati a casa chiedono di sostenere la loro lotta per il posto di lavoro in vari modi: boicottando i prodotti del gruppo, scrivendo sulla bacheca Facebook del Gruppo Omsa, condividendo le informazioni sulla vicenda.

One Response to La fuga della Omsa: licenziate 293 operaie

  1. laura

    3 January 2012 at 13:08

    per come stanno andando le cose in italia tanto vale andarcene davvero tutti all’estero