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Morti sul lavoro, una priorità vera per il 2012

2 January 2012versione stampabile

Carlo Soricelli
(dell’osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro)

I morti sul lavoro dall’inizio dell’anno sono complessivamente più di 1170, di cui 663 sui luoghi di lavoro. +11,61 per cento sull’intero 2010. Nel numero complessivo delle vittime ci sono anche i lavoratori morti sulle strade, in itinere e in nero. Ma molti altri morti sul lavoro, non inseriti tra le vittime dell’osservatorio, sfuggono a qualsiasi monitoraggio per diverse ragioni.

Siamo tornati indietro di cinque anni per numero di morti sui luoghi di lavoro: il giorno 12 dicembre con 640 morti sui luoghi di lavoro sono stati superati i morti dell’intero 2010 (594) e 2009 (555)

Oltre il 15 per cento di queste vittime monitorate dall’Osservatorio lavoravano in nero o erano già in pensione. Si arriva a contare più di 1100 morti (stima minima) se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere o sulle strade (sono lavoratori che utilizzano un mezzo di trasporto: agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro/lavoro-casa). La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55per cento di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro nord-sud, soprattutto edili meridionali, che lavorano in nero o in grigio e che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa e queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade. Tutte queste morti sono genericamente classificate come “morti per incidenti stradali”
L’agricoltura ha già avuto 207 morti sui luoghi di lavoro e registra il 31,16 per cento di tutti i morti sul lavoro. Gli agricoltori, come tutti gli anni, muoiono per la maggioranza in tarda età, schiacciati da trattori killer spesso senza protezioni che si ribaltano. Dall’inizio dell’anno, solo sui campi, sono già 138 i morti provocati da questa autentica bara in movimento. Da soli gli agricoltori schiacciati dal trattore sono oltre il 20 per cento di tutti i morti sui luoghi di lavoro. Praticamente è morto un agricoltore schiacciato dal trattore ogni 3 giorni.
L’edilizia ha già avuto dall’inizio dell’anno 173 vittime sui luoghi di lavoro e registra il 26,62 per cento sul totale, le morti in edilizia sono dovute soprattutto a cadute dall’alto (38,25per cento) . Le vittime sono per la maggior parte edili meridionali e stranieri anche nei cantieri del centro-nord.
Oltre il 26per cento di tutti i morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni e le vittime in questa fascia d’eta sono quasi tutte concentrate in agricoltura e in edilizia.

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Con l’allungamento indiscriminato dell’eta’ della pensione in categorie a rischio come l’agricoltura e l’edilizia e in lavori pericolosi per la vita, approvato in via definitiva con una legge pochi giorni fa , si dimostra solo una scarsa sensibilita’ sociale e umana da parte di chi l’ha votato.

Il 10,8 per cento avevaa meno di 30 anni. Dai 30 ai 39 il il 14,1 per cento. Il 19 per cento dai 40 ai 49. Il 18,85 per cento dai 50 ai 59. il 26,2 oltre i 60 anni. del 9,8 per cento delle vittime non siamo a conoscenza dell’età.

L’industria (comprese le aziende artigianali con meno di 15 dipendenti) ha già avuto 71 morti con il 10,9, per cento. A queste vittime occorre aggiungere i lavoratori esterni che non sono dipendenti ma prestatori di servizi nelle aziende. L’autotrasporto 44 con il 6,8 per cento .

Le donne morte sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno sono 15 contro le 5 dell’intero 2010: +200 per cento

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Gli stranieri morti sui luoghi di lavoro sono 74 con 11,3 per cento per cento sul totale. I romeni sono il 40 per cento di tutti i morti sui luoghi di lavoro tra gli stranieri e gli albanesi il 18,1 per cento.

I giovani militari morti in Afghanistan sono stati quest’anno 8 e 44 dall’inizio della missione.

Moltissimi morti sono dovuti alle condizioni climatiche, soprattutto per le categorie che svolgono i lavori all’aperto quali l’edilizia, l’agricoltura, la manutenzione stradale, l’autotrasporto ecc… per queste categorie con un po’ di buona volontà da parte di tutti è possibile riuscire ad incidere sul fenomeno aumentando la prevenzione ed allarmando le categorie quando ci sono maggiori rischi legate alle condizioni del tempo. E’ già possibile sapere con alcuni giorni d’anticipo quando potrebbe esserci, in determinate province, un aumento delle vittime per questi lavoratori, ed è per questo che siamo a segnalarvi un blog di Meteorologia che, con la nostra collaborazione, fa previsioni del tempo mirate alla prevenzione dei gravi infortuni sul lavoro per i lavoratori che operano all’aperto quali agricoltori, edili, agenti di commercio ecc. e anche in itinere. Questi lavoratori, spesso rischiano la vita quando vanno o tornano dal lavoro: a causa di turni pesanti in orari dove si dovrebbe dormire. In questi casi le condizioni del tempo sono determinanti. I grafici elaborati col materiale raccolto nel corso di questi quattro anni e le condizioni meteorologiche danno una situazione abbastanza chiara e attendibile sui rischi che si corrono. Oltre le previsioni del tempo, sempre utili per tutti i lavoratori, il blog segnala quali sono le province più a rischio, situazione che si verifica in particolari condizioni atmosferiche. Nei mesi estivi tutto il Paese ha un rischio molto elevato, ma in alcune giornate i rischi sono maggiori. Molto pericolosi i giorni successivi a periodi persistenti di maltempo. I lavoratori che operano all’aperto, o che sono sulle strade nelle province evidenziate nelle giornate a rischio “medio e alto” dovrebbero prestare la massima attenzione.