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Cina, il dopo Wukan: maggiori rimborsi ai contadini espropriati

3 January 2012versione stampabile

Pechino sta studiando un nuovo emendamento alla legge che regola gli espropri, al fine di garantire maggiormente gli interessi dei contadini. Lo riferisce l’agenzia ufficiale Xinhua citanto quando scritto in un rapporto presentato al Congresso Nazionale del Popolo (CNP).

“E’ urgente una modifica e una maggiore standardizzazione delle pratiche di esproprio e passagio dei diritti sull’uso della terra, in quanto la versione corrente è vecchia”, si legge nel rapporto del Comitato per la protezione ambientale e la conservazione delle risorse, consegnato sabato scorso al CNP.

Il rapporto arriva a pochi giorni dal discorso del premier Wen Jiabao alla conferenza annuale sul lavoro contadino. Wen ha detto che: “I contadini godono dei diritti derivanti dai contratti dell’uso della terra e della distribuzione collettiva delle risorse, e nessuno ha il potere di negare questi diritti”.

La legge stabilisce che la terra è collettiva. Ed è proprio la collettività, spesso rappresentata dalle autorità del villaggio, che distribuisce gli appezzamenti ai contadini con contratti di 30 anni. La legge è in vigore dal 1986 ed è stata modificata nel 1998 e nel 2004.

La mossa sembra arrivare per buttare acqua sul fuoco dopo le proteste di Wukan, dove i contadini avevano fatto scappare i rapprentanti del Partito comunista cinese.