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Nigeria, proteste contro il rincaro del carburante: un morto

4 January 2012versione stampabile

Almeno una persona sarebbe rimasta uccisa in Nigeria durante le violente proteste contro gli aumenti del prezzo del carburante, più che raddoppiato. Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza ieri nella capitale commerciale Lagos per esprimere la rabbia nei confronti del provvedimento del presidente Goodluck Jonathan che ha rimosso le sovvenzioni popolari sul carburante. I manifestanti hanno occupato alcune stazioni di benzina e costituito delle barriere per bloccare le principali strade della città. Alcuni testimoni hanno raccontato che le forze di polizia hanno sparato in direzione di un uomo dopo che la folla aveva aggredito un soldato nigeriano.

Intanto, nella città di Ilorin, nel centro della Nigeria, un’altra protesta ha causato una vittima. Il National Labour Congress ha accusato la polizia di Ilorin di aver sparato sulla folla, mentre Dabo Ezekiel, portavoce della polizia, ha negato le accuse, sostenendo che l’uomo sarebbe stato ucciso da alcuni taxisti in collera che credevano che questi si opponesse alla loro causa. Lo riferisce l’agenzia di stampa Associated Press.

La violenza in Nigeria è l’espressione del malcontento crescente nei confronti della decisione estremamente impopolare di interrompere il programma di sussidi che per vent’anni aveva mantenuto accessibile il costo del carburante. Il governo ha  giustificato la decisione con la necessità di investire il denaro risparmiato, che ammonterebbe a circa 6 miliardi di euro, nel potenziamento delle infrastrutture del Paese.

Il prezzo attuale, 0.94 centesimi di dollaro al litro, è più del doppio di quello che i consumatori pagavano fino a pochi giorni fa. Il carburante è necessario ai generatori di energia che mantengono in attività molte aziende nigeriane. Poche persone hanno ricevuto dei benefici dalla ricchezza petrolifera nella nazione più popolosa dell’Africa e una cultura di sfiducia nelle istituzioni permea la società nigeriana.