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Torre chiama Fornero e Passera

4 January 2012versione stampabile

Antonio Marafioti

«Sembra che domani ci sarà un incontro con i ministri del Lavoro, Elsa Fornero, e dei Trasporti, Corrado Passera». La notizia arriva dall’alto della torre sul binario 21 della stazione centrale di Milano dove Carmine Rotatore vive da quasi un mese con i compagni di lotta Giuseppe Gison e Oliviero Casini: i lavoratori licenziati della ex-Wagon Lits, asserragliati per protestare contro i licenziamenti dovuti ai tagli di Trenitalia sui treni notturni.
«Abbiamo appena concluso un’intervista con il Financial Times, ci hanno chiesto come è possibile che il governo italiano permetta situazioni del genere». Oltre lo stupore dei giornalisti inglesi per le politiche sul lavoro nostrane, Carmine ha voluto far sapere che «aspetteremo finché non arriveranno proposte serie. Ieri anche i lavoratori di Torino hanno stabilito che rifiuteranno ogni genere di proposta da parte della loro regione. Qui siamo ottocento, non 150». Il punto della vertenza è sempre lo stesso: o tutti o nessuno. I lavoratori vogliono un accordo nazionale che non lasci a casa neanche uno degli ottocento licenziati. «La proposta che è stata fatta dalla Regione Lombardia il 30 dicembre è un accordo mediatico – ha ribadito Rotatore – non risolve il problema ma lo sposta di sei mesi, perché garantisce assunzioni solo fino al gennaio 2013, e solo per venti persone. Per gli altri ci saranno contratti semestrali. Le aziende chiamate ad assumere sono a regime di gara d’appalto, il che significa che se le Ferrovie decidono di tagliare ancora sugli appalti, ci saranno altri licenziamenti».
Sulla proposta dei vertici regionali, nei giorni scorsi si è scritto parecchio. Le parti sociali si sono spaccate fra possibilisti, Cisl, Uil e Ugl, che hanno firmato l’accordo, e oltranzisti, Cgil e Fast Ferrovie, che invece chiedono a tutti di restare fermi sulle posizioni di protesta fino a che non si arrivi a una concertazione nazionale. «Alcune aziende presenti nell’accordo – ha detto Rotatore – sono in regime di subappalto. Chi ci ha proposto l’accordo non aveva specificato neanche i loro nomi. Noi le conosciamo perché abbiamo fatto ricerche e ci siamo resi conto che sono sempre le solite aziende, quelle che non pagano da parecchio tempo i loro dipendenti, quelle minori che non hanno solidità finanziaria. Per questi motivi è stato rigettato l’accordo. Stavamo aspettando i sindacalisti che hanno firmato, affinché ci spiegassero i termini dell’intesa, ma non si è fatto vedere nessuno. La Cisl ha fatto solamente una riunione con i suoi delegati. In questo accordo non è specificato il tipo di contratto che applicheranno e come verrà ricollocato il personale. Noi abbiamo detto dall’inizio che pretendiamo il ripristino dei treni notte, che garantiscono un servizio universale pagato con i soldi dei contribuenti. Finché non lo otterremo non ci muoveremo di qui».