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Falce e fornello

5 January 2012versione stampabile

 

La ricetta di oggi, un sapiente amalgama di pigrizia e voli pindarici, vi farà fare un figurone. Si tratta di uno strudel salato, ovviamente rielaborabile a piacere. Quello nella fotografia è accompagnato da graziose palline di formaggio rotolate nella granella di pistacchio, che non c’entrano niente con lo strudel ma sono decorative se avete ospiti.
È un piatto assai veloce, nonostante le apparenze, e il ripieno può essere preparato il giorno prima (questa precauzione si è rivelata provvidenziale, visto che la mattina fatidica dello strudel non mi è suonata la sveglia – con il ripieno già pronto, in venti minuti ho preparato, steso e riempito la pasta, con un avanzo di tempo sufficiente ad assumere un aspetto – mio, non dello strudel – se non seducente, almeno umano).

 

INGREDIENTI
Per la pasta:
250 grammi di farina (normale o manitoba)
50 grammi di burro morbido
una tazzina di acqua caldina (non bollente)
sale
un uovo

Per il ripieno:
450 grammi di verdure miste (ehm, poi ne parliamo)
una fetta spessa di speck
carne trita di manzo, 200 grammi (ce l’avevo in casa, lo confesso: ma ci stava benissimo, alla fine)
50 grammi (circa) di emmenthal a scagliette o grattugiato – come vi viene
olio extravergine

Cominciamo con la pasta. Vi chiederete come mai la regina della cucina cialtrona non faccia ricorso alla pasta sfoglia pronta: ebbene, la pasta sfoglia è molto più grassa, e il risultato che dà è molto più grossolano. Inoltre io ho schiaffato tutti gli ingredienti nel robot (farina, burro semisciolto, acqua, uovo e sale) e quindi ho fatto veramente pochissima fatica. So che alcuni usano l’olio al posto del burro, nella pasta da strudel – liberissimi di farlo, a me piace con il burro.
Una volta pronta, la pasta dovrebbe riposare mezz’oretta, coperta e al caldo. Io non le ho concesso il giusto riposo perché appunto non è suonata la sveglia e chiaramente non è morto nessuno.
Il ripieno si prepara rosolando nell’olio lo speck a pezzettini, e aggiungendo prima la carne e poi le verdure. Qui lo confesso: ho usato una bella confezione di verdure miste surgelate al naturale (carote, peperoni, cimette di broccoli, taccole…), perché le trovo comode, buonissime, e consentono di non sprecare nulla. In estate e con la verdura fresca a disposizione – e uno sguattero che fa a pezzetti le verdure – potrei rivedere le mie posizioni. Una volta cotto il tutto, le verdure devono restare croccanti e non disfarsi, lasciate raffreddare e unite il formaggio, dopo aver regolato di sale.
Stendete la pasta il più sottile possibile (questo è fondamentale), creando un rettangolo, e poi stendeteci sopra il ripieno, lasciando i bordi liberi. A questo punto arrotolatela con cautela, formando il tipico salsiccione. Per trasferire lo strudel sulla teglia (pesa e tende a disfarsi) io mi sono vittoriosamente aiutata con un pezzo di carta da forno: ci ho fatto scivolare sopra lo strudel e poi ho sollevato i bordi del foglio (tipo cicogna con il bebé).
A questo punto non resta che spennellare lo strudel di latte e infornare a 180 gradi, lasciandolo cuocere finché non è ben dorato (più o meno 45 minuti, ma dipende dal forno). Si mangia non bollente ma tiepido.