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Concetti invertiti

9 January 2012versione stampabile

 

 

da Atene, Margherita Dean

 


Straordinario/ordinario

Prendo un punto non casuale, di questi tempi, della geografia urbana di Atene, capitale europea. Della crisi.
Inizio da un ufficio del fisco. Osservo l’impiegato che pare affetto da una noia estenuante: chissà a cosa pensa quando riceve l’ennesimo obolo straordinario del piccolissimo imprenditore che gestisce la drogheria della via più sotto.
E qui registro un primo successo. Mi chiedo che ne sia del concetto di straordinarietà; quando il fatto straordinario cessa di essere tale e diventa normale? Perché, chiarito questo, si potrebbe parlare di ‘una normale tassa straordinaria’ e in fondo sono stati cinque i prelievi fiscali eccezionali, in appena dodici mesi.
Quanto all’ultimo in ordine di tempo, una simil Ici illegale per l’essere imposta nella bolletta della luce, la straordinarietà durerà fino al 2015, quando i bambini nati quest’anno avranno già quattro anni.

Abitudine/necessità

Sempre nell’ufficio del Fisco, la coda si ingrossa al passare dei minuti. L’anno sta per finire e bisogna pagare il bollo dell’auto. Il manuale di cliché un po’ razzisti sui greci suggerisce che sia vecchia abitudine, tipica del popolo mediterraneo (sole, mare, vacanze, taverne, vino, eccetera eccetera) quella di arrivare l’attimo prima della scadenza. Un senso del dovere non proprio teutonico, insomma. Già.
Fosse però che la vecchia abitudine sia oggi mutata in una nuova necessità? Fosse che i greci hanno ora bisogno di tenere il più tempo possibile con sé i seicento euro del bollo? Forse non sembra ma quando si vive appesi a un filo, uno o due giorni possono fare la differenza.
Se è così, l’abitudine permane ma va ridefinita in ‘necessità’, mentre l’infinitamente simpatica cicala, ormai estinta, è diventata una formica geneticamente modificata.

Crisi/normalità
Disordine/ordine

Ultimo sforzo, è quasi il mio turno. Provo a considerare la crisi. È veramente un evento fuori dal regolare succedersi delle cose? Non si tratta che del normale svolgimento della vita di ricchi che diventano ricchissimi e di poveri che diventano poverissimi? Senza medi. Eliminati in un breve scompiglio di disordine.

L’impiegato del Fisco non alza nemmeno la testa. Riceve, timbra, firma, rilascia. Tutto normale.