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Nigeria, quattro morti durante le proteste contro il caro carburante

9 January 2012versione stampabile

Sarebbero per ora quattro le vittime nel primo giorno di sciopero ad oltranza in Nigeria contro la soppressione dei sussidi governativi sul carburante che ne ha raddoppiato il prezzo. La protesta è stata indetta dai maggiori sindacati e ha generato cortei e violenze in diverse città. Negozi, uffici, scuole e distributori di benzina in tutto il Paese sono chiusi.

A Lagos, la capitale economica del Paese africano, ci sono stati tre morti durante gli scontri fra forze dell’ordine e migliaia di manifestanti, mentre a Kano, la più grande città del nord, un quindicenne è stato ucciso e altre 30 persone sono state ferite, 18 a  colpi d’arma da fuoco. A Kano le forze dell’ordine hanno usato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti che hanno dato alle fiamme due furgoni. A Benin City, nel sud, la folla ha attaccato una moschea tentando di appiccare un incendio: alcune persone sono rimaste lievemente ferite.

Il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha dichiarato che i sussidi erano economicamente insostenibili per il governo. “I nostri leader non sono preoccupati per i nigeriani. Sono preoccupati solo per loro stessi” ha detto uno dei manifestanti, Joseph Adekolu, all’agenzia di stampa Associated Press.

Il prezzo del carburante è raddoppiato il primo gennaio scorso in seguito al taglio dei sussidi deciso dal governo, scatenando la collera del popolo nigeriano. La maggior parte dei 160 milioni di nigeriani vive con meno di due dollari al giorno e i rincari del carburante hanno reso per queste persone la sopravvivenza ancora più difficile. L’aumento del costo del carburante ha generato infatti un aumento del costo del trasporto e, di conseguenza, sono aumentati i prezzi di cibo e di tutti i beni di prima necessità.

Il ministro dell’informazione Labaran Maku ha chiesto la fine degli scioperi, dicendo che il governo è pronto a dialogare con i sindacati. Nonostante la Nigeria sia il maggiore produttore africano di greggio, la popolazione non ha mai tratto alcun beneficio dalla ricchezza petrolifera. Il governo ha dichiarato che investirà i circa 6 miliardi di euro risparmiati grazie al taglio dei sussidi nel potenziamento delle infrastrutture del Paese, ma molti nigeriani temono che sia più probabile che il denaro finisca nelle tasche di funzionari corrotti.