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Grecia, in sciopero da 73 giorni

13 January 2012versione stampabile

da Atene, Margherita Dean

“Non mi importa perdere lo stipendio di queste settimane. Non m’importa che i forni dell’acciaieria siano spenti da 70 giorni. Non m’importa aver fatto in fabbrica Natale e Capodanno. Quello che mi importa sono gli occhi dei bambini che vengono a trovarci. Sono occhi che si fissano nei nostri pieni di domande e quando offro ai bimbi un succo rifiutano per non sottrarre nulla alle dispense del presidio”.

Tilemachos ha i capelli bianchi, 27 anni di lavoro nell’acciaieria “Halivourghia Ellados, Hlv”, ingegnere capo, stipendio di 1.400 euro lordi, un mutuo da pagare per otto anni ancora: in sciopero dal 31 ottobre scorso.
È imponente, Tilemachos, dal fisico adatto a domare le fornaci della fabbrica, ma la sua voce si addolcisce quando guida la visita al complesso. È come se mostrasse la sua casa. Anzi, confessa che un po’ si sente come se l’acciaieria l’avesse costruita lui.

Si tratta, o si trattava, di una delle più fiorenti industrie greche: nata alla fine degli anni ’30, la Hlv si trova ad Aspropyrgos, cittadina industriale nell’Attica occidentale.
Negli ultimi anni, le vendite d’acciaio sono crollate soprattutto per via della crisi nel settore edilizio che, stando ai dati dell’istituto di statistica greco (Elstat), nel 2011 ha subito una riduzione del 42,2 per cento rispetto alla superficie e del 37,8 per cento rispetto al volume.
A fine ottobre, la Direzione della Hlv, ha licenziato 50 dei 380 operai mentre ai restanti ha annunciato che avrebbero lavorato cinque giorni alla settimana per cinque ore, il che comporta una diminuzione dello stipendio del 40-50 per cento.
La reazione sindacale è stata immediata: sciopero e presidio ininterrotto dal primo novembre.

“Ho lavorato qui per nove anni, ero stato uno degli ultimi a essere stato assunto con contratto a tempo indeterminato. Il 31 ottobre mi hanno licenziato”. Ghiannis ha trentacinque anni e, per fortuna, dice, non ha famiglia ora che è disoccupato: ”sono tornato a vivere con i miei ma le mie giornate le passo qui, nella fabbrica occupata”, racconta, mentre viene inghiottito dal poderoso abbraccio di Tilemachos.

Nikos è addetto alla manutenzione, ha cinquant’anni, lavora alla Hlv da sette e guadagna 900 euro al mese lordi. “Vivo in affitto, un bilocale ma ora che abbiamo occupato la fabbrica tornare a casa mi mette a disagio. Ci vado solo per dormire e cambiarmi, per il resto sono sempre qui dove siamo tutti insieme. Quello che sta succedendo è incredibile, senti i nomi che chiamano al megafono? Ci chiamano uno a uno per darci la ‘paghetta’. Sono cento euro alla settimana per ciascuno di noi e sono i soldi che la gente ci regala insieme agli alimentari. Ce li danno perché si vada avanti, non si abbandoni la lotta. Ci dicono che almeno noi ce la dobbiamo fare”.

Gli operai della Hlv sono diventati un simbolo attorno a cui si sono strette le più disparate realtà sociali e politiche dell’Attica. Concerti, feste, raccolta di alimentari e denaro, interrogazioni parlamentari, accompagnano i due mesi di sciopero dei metalmeccanici di Aspropyrgos che, inaspettatamente, si trovano avvolti in una rete di solidarietà che esprime un desiderio: che almeno qualcuno ce la faccia e vinca la lotta contro la crisi.

2 Responses to Grecia, in sciopero da 73 giorni

  1. vincenzo

    13 January 2012 at 17:07

    DA prendere come esempio, x noi addormentati, fino al giorno di un brusco risveglio ma ormai sarà tardi.

  2. federico

    14 January 2012 at 23:43

    quello che hanno causato i grandi della finanza greca ed internazionale, va oltre la crisi sistemica del mercato concorrenziale: è un attacco speculativo umiliante ad un paese che definiamo europeo ma trattano ai pari di una colonia da sfruttare per quello che può dare….