home » disarmo » Il presunto taglio del numero degli F35 non è un risparmio!

Il presunto taglio del numero degli F35 non è un risparmio!

14 January 2012versione stampabile

Paolo Busoni

Il doppio? Anche di più!

La notizia che il governo Monti intenderebbe rivedere la decisione di acquistare i bombardieri-caccia F35 della Lockheed-Martin riducendone il numero, non è una buona notizia.

Nel caso specifico il calo di circa un terzo del numero dei velivoli porterebbe ad un aumento della spesa.

Un aereo complesso come il JSF-F35 costa molto di più al diminuire del numero di “pezzi” prodotti poiché i costi di impianto, come quelli di progettazione e tutto il resto non si ammortizzano sulla produzione.

Tempo fa Emergency aveva ipotizzato, in via del tutto precauzionale un costo “al pezzo” intorno ai duecento milioni di Euro. Le fonti più o meno ufficiali continuano a dire in questi giorni che il programma F35 è previsto sui tredici-quindici miliardi per 131 aerei, cioè poco più della metà. La notizia di oggi potrebbe quindi far pensare ad un risparmio di tre-quattro miliardi… già, ma non è così. La gente che lavora a Cameri all’assemblaggio verrebbe pagata ugualmente per lavorare ad un ritmo rallentato, tutti i costi fissi resterebbero e così via. Certo, anche le auto di lusso costano molto perché se ne producono pochi pezzi, ma nessuna casa automobilistica si sogna di lasciare i propri operai con le mani in mano, in questo caso invece -viste le certificazioni richieste anche solo per stringere una vite su un aereo come l’F35- è obbligatorio pagare per non lavorare, pena la perdita della famose “ricadute tecnologiche”. In più, ora come ora, nessuno è in grado di valutare tutte le voci “extra” dalla differenza di cambio dollaro/euro ai costi non ancora preventivati per gli aggiornamenti al software (che in un aereo moderno rappresenta una percentuale altissima) per arrivare infine alle armi. Già le armi, anche qui non è solo il costo per acquistarne, ma soprattutto pesano tutti i costi di adattamento e certificazione delle singole componenti della panoplia prevista per un bombardiere come questo, compresa la famigerata B61, la bomba atomica.

No, tagliare il numero dei velivoli, non è un risparmio. E’ una forma pericolosissima sul piano economico di fare -come diciamo noi gente di tutti i giorni- “melina”.