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4 strategie per restare presidente

16 January 2012versione stampabile

Emanuele BompanSecondo il direttore della campagna Obama2012, Jim Messina, sono ben 4 le strategie per Obama per sconfiggere il futuro candidato repubblicano e lanciarsi verso “4 more years”.
Si parte da “West”. In stati come Colorado e Nevada, dove ha vinto 4 anni fa è fondamentale il voto latino, quindi la strategia si concentrerà sopratutto sul registrare nuovi elettori. Neo immigrati sono spesso restii a registrarsi temendo controlli della polizia.
Poi c’è il “piano Florida”. La sfida più complicata ma con i suoi 20 voti è la strata più veloce per raggiungere la soglia dei 270. Sperando che non finisca nel 2000 con la riconta dei voti.
“Il Sud settentrionale”. Impossibile per i democratici penetrare in stati come Mississippi, Arkansas or Alabama. Ma Obama può cercare di tenere North Carolina and Virginia in 2008, dopo essere stato il primo presidente democratico vincitore in questi due stati da almeno 20 anni. Due stati chiave: non ha caso la convention democratica di settembre a cui left sarà presente, si terrà a Charlotte, North Carolina.
Per ultima la “Midwest strategy”. In quest’area, il Midwest, che include, Ohio, Iowa e Indiana il tema principale è l’occupazione. Se Obama dimostra che la sua strategia è servita a riassorbire l’altissima disoccupazione della cosiddetta rust belt (la cintura arrugginita, un’area che negli anni 50 deteneva con una prosperosa industria pesante), qua può guadagnare voti importanti. Specie nel più indeciso di tutti gli stati: Ohio!
Attenzione poi all’Arizona, uno stato potenzialmente orientato verso i democrats, dove Obama ha investito nel suo programma di green economy. Nel 2008 ha perso dato che McCain era di quelle terre. «Ma quest’anno sarà diverso. Ci sono centinaia di migliaia di elettori che non sono registrati (sempre latino, nda). Ci sono molte opportunità per vincere».

Michelle lo vuole più radicale, stuafa dei compromessi voluti dal suo staff di politicanti.

Noi lo volgiamo più attento all’ambiente e meno militarista.

Ma si sa, a Washigton il pensiero dominante della real – politik, dettato dalle lobby di K-street è un altro.