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Malvinas-Falkland, bisticcio continuo

17 January 2012versione stampabile

Alessandro Grandi

Schermaglie? Litigi? Prove di forza? Battaglia psicologica? Fra Argentina e Gran Bretagna, sull’arcipelago Malvinas-Falkland si può dire tutto. Buenos Aires vorrebbe sedersi a un tavolo e iniziare a trattare con Londra. Sul tavolo delle trattative la ‘riconsegna’ dell’arcipelago, occupato da Sua Maestà nel 1833.
Ma la notizia delle ultime ore è tutt’altra. Sembra infatti che le autorità dell’arcipelago abbiano proibito lo sbarco di alcuni passeggeri di nazionalità argentina arrivati a bordo di una nave da crociera.
Il fatto ha creato non poche polemiche fra Londra e Buenos Aires tanto che la cancelleria argentina si è augurata che l’azione delle autorità isolane non fosse “l’ennesimo atto ostile” contro l’Argentina.

A bordo della Star Princess, nave da crociera della compagnia Princess Criuses partita il 7 gennaio dal Cile, fra i 3.500 passeggeri, c’erano molti cittadini di nazionalità argentina. Alcuni di loro, circa una ventina, erano stati colpiti da una forte gastroenterite e le autorità di Port Stanley hanno preferito non farli scendere dalla nave perché le isole non sarebbero state in grado di affrontare un virus contagioso. Una decisione, questa, che ha fatto andare su tutte le furie i dirigenti della compagnia navale che la ritengono “ingiustificata e senza fondamento scientifico e contro le politiche internazionali sulla salute”.

La decisione delle autorità di Port Stanley però, sembra solo una banale e maldestra scusa. Sotto potrebbe esserci dell’altro. Fra i passeggeri, infatti, ce ne sarebbero stati alcuni che avrebbero colto l’occasione di uno sbarco nelle isole per portare una targa commemorativa in ricordo dei soldati caduti durante la guerra delle Falkland, combattuta fra Argentina e Gran Bretagna esattamente 30 anni fa e che causò la morte di 649 soldati argentini e 255 britannici.

Dal 1965 L’Organizzazione delle Nazioni Unite considera l’arcipelago come un’enclave britannica in territorio argentino. In ogni caso lo scontro politico è aperto ormai da molto tempo. Ed è uno scontro di civiltà. Buenos Aires per voce del suo ministro degli Esteri Timerman, ha ricordato che sui banchi dell’Onu ad oggi ci sono ancora pendenti 16 controversie relative a sovranità nazionale e ben 10 coinvolgono la Gran Bretagna.