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Andate in banca, vi sentirete più buoni

19 January 2012versione stampabile

“Se sentite il bisogno di azioni concrete…” dice la voce. Intanto una ragazza energica si arrampica su un pennone e libera una bandiera (italiana) impigliata, tra gli applausi di chi assiste.

E uno/a pensa: ora chiederà soldi o tempo o impegno per una qualche ottima causa, il mondo è pieno di povertà, guai, discriminazioni e ingiustizie. E si può fare molto, concretamente, anche in proprio. Molti lo fanno: l’Italia è un paese ad alto tasso di impegno volontario.

E poi concreto è un aggettivo che piace, che suona bene: non evoca più qualcosa che può sembrare pedestre o piatto ed è invece diventato una sorta di equivalente di buono & giusto, in quanto contrario di astratto che assomma, alla faccia delle virtù della speculazione un tempo considerata ambito traguardo, infinite valenze negative. Astratto è come astruso, è roba da anime belle, da politicanti della peggior specie, o, quasi peggio, da intellettuali bizantini. E allora evviva la concretezza (anche nell’accezione del farla corta, con cosette come la democrazia eccetera, eccetera).

Buono & giusto è dunque in quanto concreto (anche patriottico che è l’altro concetto chiave) l’aumento di capitale di 7.5 miliardi di euro di una banca, Unicredit, che ha investito, pare, 5 milioni in una pressante campagna comunicativa. Perchè è questa l’azione concreta pubblicizzata dallo spot.

Sintesi: andate in banca, vi sentirete più buoni. Detto ai tempi della crisi, senza paura del ridicolo (che tanto è roba astratta).