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Usa: bloccato l’oleodotto Keystone XL

19 January 2012versione stampabile

Marco Spinello

Il potere delle compagnie petrolifere, si sa, è smisurato, ma ieri l’amminstrazione Obama, bloccando il permesso alla costruzione dell’oleodotto Keyston XL, ha dato un vero e proprio smacco alle varie “Exxon” e “ConocoPhillips” di turno.

Il presidente Obama non ha firmato il permesso a procedere con la costruzione dell’oleodotto. Alla base della decisione la denuncia di Obama alla scadenza “arbitraria” del 21 febbraio “imposta” dal Congresso (nell’ambito degli accordi per l’estensione dei tagli alle tasse volute dai repubblicani).

Il Keyston XL è un vero e proprio serpentone: 1.600 miglia (circa 2.500 chilometri) con partenza dal Canada e arrivo alle raffinerie del Texas, che tagliano in due gli Stati Uniti, e che dovrebbe trasportare il petrolio prodotto dalle sabbie bituminose (fonte di petrolio non-convenzionale), di cui il Canada è particolarmente ricco. Investimento previsto: 7 miliardi di dollari. Profitti per il “Big Oil“: smisurati.

Il progetto (da tre anni allo studio) ha sollevato molte critiche tra gli ambientalisti, che tra le varie proteste, a novembre erano arrivati in 12mila sotto la Casa Bianca, al grido: “Yes, we can, stop the pipeline“. 

Se la decisione presa ieri è una vittoria per gli ambientalisti, le lobby petrolifere non si arrenderanno di certo, e metteranno in campo tutto il loro peso politico-economico. Utilizzato di recente per avvertire Obama che se il progetto non sarebbe andato in porto ci sarebbero state  “forti ripercussioni politiche”.

Le compagnie possono certo contare sull’appoggio di molti politici, nascosti dietro la bandiera dell’occupazione, che accusando Obama di essere contro la creazione di posti di lavoro e di mettere a repentaglio la sicurezza energetica del paese. Newt Gingrich (uno dei candidati alle elezioni di novembre) ha definito la decisione di Obama nientemeno che “stupida”.

La partita non è chiusa. Anche se l’attuale richiesta per il permesso è definitivamente morta (dopo il rifiuto di Obama), il progetto dell’oleodotto non lo è: l’amministrazione permetterà alla TransCanada di ripresentare una nuova richiesta. L’amministratore delegato della TransCanada, Russ Girling, in un comunicato a fatto sapere che “verrà presentata una nuova richiesta nel più breve tempo possibile” in modo che nel 2014 tutto sia pronto per il trasporto del greggio. Si vedrà. Intanto, oggi, gli ambientalisti portano a casa una vittoria.

 

3 Responses to Usa: bloccato l’oleodotto Keystone XL

  1. sabrina

    19 January 2012 at 17:09

    Una bella notizia ogni tanto ci vuole! Complimenti bellissimo articolo!

  2. sabrina

    19 January 2012 at 17:14

    OGNI TANTO UNA BELLA NOTIZIA!!!!! BELLISSIMO ARTICOLO!

  3. Sebastiano

    23 January 2012 at 16:35

    Newt Gingrich conosce bene se stesso, infatti chi ha il sospetto ha il difetto, detto fatto.