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Puglia, i cittadini dicono no alle trivelle

20 January 2012versione stampabile

Christian Elia

L’appuntamento è per sabato 21 gennaio 2012, alle ore 9, nella centrale piazza Vittorio Emanuele di Monopoli, provincia di Bari. Per una volta, però, non è il borgo antico della bella cittadina pugliese al centro dell’attenzione, ma la battaglia dei cittadini che si oppongono alle trivellazioni del mare di casa loro alla ricerca del petrolio.

”Pronti a una rivolta civile”, dichiara un battagliero Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia. ”Le trivellazioni in questa parte di Adriatico non hanno senso, perché di pregiudicare lo sviluppo di quell’economia della bellezza, del turismo, delle attività legate alla pesca che sono uno dei cuori pulsanti della vera ricchezza di questa regione. La Puglia, la prima produttrice di energia rinnovabile in Italia, dice no all’energia che inquina”. Accanto a Vendola sfileranno molti altri amministratori locali (di centrodestra e centrosinistra), rappresentanze sindacali e di partito, associazioni. E c’è chi spera che si giungano all’ultimo momento delegazioni provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico, soprattutto
Albania e Montenegro.

I veri protagonisti, però, saranno i cittadini che si sono costituiti in un comitato No Petrolio, deciso a opporsi con ogni mezzo alle prospezioni che le compagnie Northern Petroleum, Spectrum e Petroceltic, hanno in mente di compiere al largo della Puglia. La Regione Puglia, a dicembre, ha espresso parere negativo, solo che quel voto era obbligatorio ma non vincolante.

Perché le concessioni alle compagnie petrolifere sono state accordate dal vecchio esecutivo, anche se il premier Monti non sembra essere su una lunghezza d’onda differente. La bozza del decreto sulle liberalizzazioni, secondo indiscrezioni sempre più credibili, dovrebbe permettere perforazioni e trivellazioni a caccia di materie prime ovunque, salvo preciso divieto in senso differente. Inoltre, il limite della distanza minima dalla costa per perforazioni esplorative è stato abbassato a 5 miglia marine rispetto alle vecchie 12. Le istituzioni locali non hanno alcuna intenzione di arrendersi e, come ha annunciato Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale pugliese, si punterà alla azione civile in sede europea, possibile con un milione di firme.

La storia è nota: la Northern Petroleum, il 28 luglio 2011, ha annunciato di avere ottenuto dal Ministero per l’Ambiente italiano l’autorizzazione a procedere in due concessioni, dando inizio alle proprie ispezioni sismiche ad ottobre 2011. Sarebbero nove le concessioni in giacenza presso il Ministero dell’Ambiente e dei Beni culturali per l’approvazione di ispezioni sismiche e per la successiva perforazione di pozzi esplorativi, allo scopo di estrarre petrolio per decenni.

L’area interessata si estende per oltre seimila chilometri quadrati a circa venticinque chilometri da riva, da Bari fino a Santa Maria di Leuca. La Northern Petroleum avrebbe, dunque, ottenuto di recente il permesso di eseguire ispezioni sismiche con la tecnica dell’air-gun nell’area di Monopoli-Ostuni-Brindisi in due proposti campi di petrolio, chiamati Rovesti e Giove.

In cosa consistono praticamente le ispezioni sismiche? Sono violente esplosioni di aria compressa in mare che permettono di dare stime sui giacimenti delle riserve di petrolio grazie ai segnali riflessi. Si stima che i campi Rovesti e Giove contengano circa 53 milioni di barili di petrolio di bassa qualità. In Italia, il consumo giornaliero sarebbe di circa 1 milione e mezzo di barili, per cui il totale di petrolio estratto sarebbe sufficiente al paese per poco più di un mese. Infine, le royalties per le estrazioni dai mari italiani sono solo il 4 percento del ricavato, a fronte di tassi che in Norvegia ad esempio, arriverebbero all’80 percento del totale.

Un gioco che non vale la candela, pare, ma comunque il 12 agosto 2011 un gruppo di volontari ambientalisti dell’associazione SOS Costa Salento ha denunciato la presenza di piattaforme petrolifere a largo di Santa Cesarea Terme. La battaglia inizia e sabato, a Monopoli, i petrolieri si troveranno di fronte i cittadini pugliesi pronti a dire no a un modello di sviluppo. Proprio due giorni dopo che la Commissione Valutazione di Impatto Ambientale (Via) del ministero dell’Ambiente ha bocciato il progetto di trivellare al largo di Pantelleria. Grazie all’opposizione della società civile.