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Brasile, violento sgombero di una favela vicino a San Paolo

24 January 2012versione stampabile

Avrebbero perso la vita almeno due persone, tra cui un bambino di tre anni, nello sgombero forzato messo in atto domenica mattina dalla Polizia militare brasiliana ai danni di 9mila persone nella favela di Pinheirinho, località dello Stato di San Paolo.

La portavoce del Fronte di resistenza urbana, Elena Silvestre, citata dall’emittente televisiva panamericana Telesur, riferisce che molte persone sarebbero state aggredite nelle loro case e alcune risultano scomparse. Secondo la Silvestre, il bilancio delle vittime sarebbe parziale. Secondo fonti locali non confermate, i morti sarebbero sette.

Il blitz, disposto dal governatore dello Stato di San Paolo, Gerardo Alckmin, ha sfrattato circa duemila famiglie che da otto anni vivevano nell’area di proprietà di un’azienda fallita, la Selecta, dove avevano eretto delle abitazioni di fortuna. L’operazione è stata condotta da duemila agenti, che hanno fatto ricorso all’uso di proiettili di gomma e lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Alcuni sgomberati hanno dormito per strada e circa 800 persone sono state accolte da una chiesa della comunità.

Lo sfratto, autorizzato dal giudice Marcia Loureiro è avvenuto al culmine di una battaglia legale che si è protratta per anni tra la comunità della favela e l’autorità. I residenti di Pinheirinho, tuttavia, denunciano l’illegalità dello sgombero e l’avvocato che li rappresenta, Antonio Ferreira, ha annunciato che presenterà richiesta di sospensione delle operazioni. Gli sviluppi della vicenda sono seguiti con interesse in tutto il Brasile e si moltiplicano le espressioni di solidarietà.