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Usa, nasce Occupy Post Offices

27 January 2012versione stampabile

Elena Marigo

Un movimento popolare su scala nazionale, che oltrepassa le distinzioni di partito, di classe sociale, le distinzioni etniche, sta nascendo negli Stati uniti. Questa protesta si batte in difesa di un’istituzione che rischia oggi di estinguersi, l’ufficio postale. Lo scorso anno 3.600 comunità sono state avvisate che molto probabilmente perderanno il loro ufficio postale locale.

“Inizieremo a vedere gli uffici postali chiudere alla velocità di cento la settimana”, ha presagito Steve Hutkins, che con il suo sito Save the Post Office raccoglie informazioni e opinioni dei cittadini sugli uffici postali. Il ministro delle Poste ha promesso di chiudere la metà dei 32mila uffici postali del Paese entro i prossimi quattro anni.

Sempre più cittadini lamentano al riguardo che l’operazione è stata condotta senza aver prima proceduto alla dovuta considerazione degli effetti che la scomparsa di un ufficio come quello delle poste potrebbe avere sulla società. Manifestazioni di protesta sono occorse in una mezza dozzina di Stati. La battaglia mira a difendere un’istituzione che contribuisce in maniera fondamentale al senso della comunità, alla coesione sociale e al benessere.

William Duncan, un residente di Grapevine, nell’Arkansas, scrive: “Le poste cercano di dire che il nostro ufficio postale non ha un valore storico. Quell’ufficio è l’unico rimasto nella nostra comunità ed è lì da 131 anni. Senza quell’ufficio Grapevine non esiste più. Diventa un luogo, non una comunità”. Dopo la chiusura dell’ufficio di Prairie City, nel South Dakota, Daniel Beckman ha raccontato al Wall Street Journal: “Era il posto di ritrovo delle persone che vi si recavano al mattino, prendevano una tazza di caffè o una bibita e vi trovavano qualcuno, ora non ce l’abbiamo più. Ci rimane solo la chiesa in città”.

Purtroppo il senso di un luogo per la vita dei cittadini non trova posto nei calcoli di interesse della dirigenza di un’azienda. Secondo chi protesta, inoltre, il management del servizio postale statunitense non solo non tiene conto dell’impatto che le chiusure avrebbero sulla vita delle comunità, ma non ne considera neppure i costi. Per esempio, nel piccolo villaggio di Cambridge, nel Maine, che ha 520 abitanti, l’ufficio postale funge da perno della vita sociale come unico luogo di ritrovo dei cittadini. Le poste statunitensi hanno calcolato che la chiusura dell’ufficio permetterà un risparmio di 91mila dollari l’anno. I cittadini dovranno in questo modo recarsi a cinque miglia di distanza per raggiungere la posta più vicina, spendendo in questo modo 100mila dollari all’anno solo per la benzina, senza considerare la svalutazione dell’auto, il pericolo che si corre percorrendo dieci miglia sulle strade ghiacciate del Main e la perdita di tempo.