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Cina, Wukan: dopo le proteste, il voto

1 February 2012versione stampabile

I cittadini del villaggio di Wukan, nel Guangdong, hanno organizzato oggi un’elezione simbolica, in quello che può essere visto come un piccolo passo verso la conquista dei diritti di base democratici. Il paese si rese protagonista di una forte protesta contro gli abusi di potere e la vendita illegale di ampie porzioni di terreni alla fine dell’anno scorso.

Più di 6.000 abitanti del villaggio si sono recati in una scuola locale con un’affluenza dell’80 per cento. “Tutto ciò ha superato le nostre aspettative”, ha detto Yang Semao, uno degli abitanti che hanno organizzato l’elezione, “questo dimostra la nostra passione per la democrazia”. All’elezione ha partecipato anche Xue Jianwan, figlia dell’attivista Xue Jinbo, morto mentre era in custodia nella caserma della polizia del villaggio. Xue ha detto che l’elezione “E’ qualcosa per cui mio padre ha lottato. Vogliamo solo fare del nostro meglio per esaudire le sue ultime volontà”.

L’elezione servirà per eleggere un comitato elettorale indipendente che controllerà le future consultazioni, inclusa quella del prossimo 1 marzo, nella quale si eleggerà il comitato del villaggio.

Le elezioni a livello di villaggio non sono una novità in Cina, ma il caso di Wukan è del tutto particolare in quanto il voto arriva grazie alle proteste che in dicembre hanno causato l’espulsione del capo villaggio. Il fatto ha obbligato il presidente della provincia Wang a fared elle concessioni, riconoscendo che ci sono stati degli errori a livello locale e dando la possibilità agli abitanti del villaggio di eleggere i propri rappresentanti.

Il rischio ora è che, come di solito accade, ci siano pressioni dai ‘piani alti’ per influenzare il risultato.