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Protesta Servirail, Oliviero resiste alla neve

1 February 2012versione stampabile

Antonio Marafioti

 

«Va bene, va bene. Finché resisto continuo». Oliviero Cassini, 48 anni, ha una tempra d’acciaio. Da quasi due mesi vive sulla torre faro della stazione centrale di Milano in segno di protesta contro i licenziamenti dei lavoratori dei treni notte. Oggi, che il capoluogo lombardo è bianco e sotto zero, E il mensile ha contattato l’ultimo dei tre licenziati di Servirail rimasto sulla torre, il più grande d’età, per capire come riesca ad affrontare una situazione che non sembra, almeno per il momento, avere sbocchi felici. Da Trenitalia, dalle istituzioni italiane nessuno ha chiamato, nessuno si è curato di fornire alcun tipo di sostegno, anche quello morale, al gruppo di licenziati che dall’8 dicembre portano avanti una delle proteste più importanti, in ordine di diritti e tempi, che siano state inscenate negli ultimi anni in Italia.

Oliviero, c’è chi sostiene che a questo punto forse sarebbe meglio cambiare il tipo di protesta. Che stare ancora sopra la torre non è più umanamente possibile.
Sono dell’idea che il nuovo presidio aggiunto in questi giorni, quello itinerante, non vada a intaccare gli altri due che vivono dallo scorso dicembre. Chiaramente ci aspettavamo un sollecito un po’ più incisivo che portasse a istituire un tavolo nazionale. Tutti si stanno preoccupando delle nostre condizioni, ma nessuno compie l’atto concreto di riunire le parti sociali. Vogliamo ridare questo diritto ai cittadini, un diritto, quello del servizio universale, che è stato violato l’11 dicembre e che è un bene importante che ha unito l’Italia in questi anni. Questa potrebbe essere l’occasione per il nostro Paese di ottenere il riscatto sociale.

L’impressione, dall’esterno, è quella che gli stati maggiori di Trenitalia si siano completamente disinteressati della vostra battaglia. La protesta sembra non influire sulle decisioni già prese. Dall’interno le cose sono diverse? Avete avuto risposte concrete a parte quella, rifiutata, della Regione Lombardia?
Abbiamo avuto alcune aperture su alcune linee della Puglia, molto probabilmente l’ab di Bologna verrà spostato a Milano. Stiamo aspettando che si pronuncino sulla linea tirrenica: Milano-Palermo, Torino-Palermo, Venezia-Palermo. Nessuno conosce i tempi di questa politica che sembra essersi congelata più di Milano nel freddo di questi giorni.

L’ottimismo è quello del primo giorno?
Sì. Sapevamo già che avremmo fatto una maratona. Una maratona che è stata allungata dall’accordo del 30 dicembre in Regione, che ha un po’ rallentato i tempi e che è un accordo che non ha alcun riferimento normativo. Mi riferisco alla legge 223 del 1991 che prevede criteri di assunzione in base ai carichi di famiglia, all’anzianità e alle esigenze tecnico-produttive e organizzative. I colloqui di lavoro per la Trenord ci sono stati, ma non tutti sono stati chiamati. Le altre possibilità sono nel mondo degli appalti, che è una giungla. Non si sa quanto durano i contratti, e non c’è una continuità lavorativa rispetto alle altre possibilità. Siamo sempre più convinti che la trattativa debba essere nazionale.

Perché per voi è necessario che la contrattazione sia nazionale?
Per tanti motivi. In primo luogo perché è stato violato un diritto, quello al lavoro, di 800 persone su tutto il territorio nazionale e non solo dei 152 lavoratori lombardi. In secondo luogo perché la manovra di Trenitalia vìola l’articolo 16 della Costituzione, che garantisce la libertà di movimento dei cittadini; e l’articolo 41 che sostiene che la libertà d’impresa privata è libera purché non vada a danneggiare la sicurezza, la libertà e la dignità umana.

 

3 Responses to Protesta Servirail, Oliviero resiste alla neve

  1. Cinzia

    1 February 2012 at 22:55

    Tante domande mi saltano in mente e questa è una delle tante: ma non si tratta di priorità del Paese questa storia? Mentre ci sono uomini che lottano per un comune lavoro dignitoso, noi continuiamo ad avere dinnanzi lo spettacolo insulso di politici che protestano per eventuali riduzioni al loro stipendio o vitalizi. VERGOGNA E INFAMIA su noi tutti se non sosteniamo Oliverio e tutti coloro che lui rappresenta e difende con questo coraggio pazzesco. Siamo con te!
    Cinzia e Arte

  2. Cinzia

    1 February 2012 at 22:58

    Grazie a tutti i giornalisti e coloro che si impegnano a diffondere questa straordinaria storia. Speriamo che ci sia un vero confronto il prima possibile.

  3. susanna

    1 February 2012 at 23:44

    L’accordo con la regione lombardia è una vera fregatura che frammenta i lavoratori ridistribuendoli ” a chiacchiere finora ” in piccole cooperative già disastrate per loro conto. Quindi in un futuro prossimo si ritroveranno per strada e in numero limitato, pertanto dimenticati da Dio e dagli uomini.