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È l´economia bellezza!

2 February 2012versione stampabile

La stampa “nativa” – come un veterano del giornalismo ama definire i suoi colleghi giornalisti brasiliani – dicevo la stampa  brasiliana che è, con poche eccezioni, conservatrice, sta sclerando per la postura assunta da Dilma Rousseff nel suo primo viaggio ufficiale a Cuba in corso in questi giorni. I quotidiani Globo, Folha, Estado, sono tutti in grandissimo sbattimento perché la presidente è arrivata sull’isola dominata da 53 anni dai Castro Brothers e non ha duramente criticato, come fece invece a suo tempo Jimmy Carter, le violazioni dei diritti umani sull’isola. Dilma, dopo aver incontrato Raul Castro, ha in sostanza detto che ogni Paese ha i suoi scheletri nell’armadio, nessuno può scagliare la prima pietra sull´argomento, e – provocando una colite spastica nei commentatori brasiliani – invece di andarci giù dura con Raul e la sua cricca ha attaccato gli Stati Uniti e Guantanamo, chiedendo – come già il suo predecessore Lula, la fine dell´embargo all´isola.
Perché lo stupore? Non era forse già noto persino al mondo animale che il viaggio di Dima a Cuba ha motivi principalmente economici? Il Brasile sta facendo il suo ingresso sull´isola con grandissimi investimenti (un mega porto a Mariel, nord dell´Avana, una fabbrica di medicinali, enormi quantitativi di alimenti e prestiti a buoni tassi) e dunque…
Ma tant´è, ogni motivo è buono per attaccare le presidente che, negli Settanta, usava Vanda come nome di battaglia. In qualche modo, la sua postura attuale di “buona vicinanza” con i Castro è perfettamente coerente alla sua storia. Per bilanciare un pò i conti, con una certa astuzia, il governo brasiliano, ha concesso immediatamente il visto d´ingresso in Brasile alla blogueira Yoani Sanchez poco prima del viaggio del capo di stato, per permettere alla cyber-dissidente cubana di partecipare a un festival documentaristico che si svolgerà a Recife. Cuba, che non ha mai permesso alla Sanchez di viaggiare all’estero, però non ha ancora risposto alla sua richiesta di poter viaggiare. Lo farà al massimo venerdì 3. E la suspense è tanta, poiché la mossa brasiliana mette certamente in imbarazzo i cubani. A quel punto, però, la comitiva brasiliana avrà lasciato Cuba in direzione di Haiti e la Sanchez se la vedrà da sola con i suoi dittatori.