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Siria, manifestazioni in diversi centri della rivolta

3 February 2012versione stampabile

Numerosi epicentri della rivolta anti-regime in Siria sono teatro oggi di manifestazioni di protesta e si contano almeno 10 civili uccisi dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad, secondo quanto hanno riferito gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale. I cortei sono stati indetti nel tradizionale venerdì di preghiera islamica per le migliaia di vittime che trent’anni fa perirono sotto i colpi della repressione militare nella città di Hama, nel centro del Paese.

Manifestazioni, cortei e sit-in sono in corso a Damasco, a Homs, a Hama, nella regione nord-occidentale di Idlib, in quella nord-orientale a maggioranza curda di Qamishli, in quella meridionale di Daraa, e in quasi tutti i sobborghi della capitale, da giorni teatro di battaglie tra forze governative e disertori dell’esercito. Un testimone oculare ha raccontato all’agenzia giornalistica Ansa che proteste sarebbero in corso anche nel centro moderno di Aleppo, nel nord del Paese, per la prima volta dopo quasi un anno dall’inizio della repressione.

I Comitati di coordinamento locale, che diffondono un bilancio dettagliato e aggiornato delle vittime, hanno riferito che le uccisioni avrebbero avuto luogo nella regione nord-occidentale di Idlib, in un sobborgo di Damasco, nei dintorni di Aleppo, a Homs e in un villaggio nei pressi di Daraa. Tra gli uccisi figurano due minorenni, ma non è ancora chiaro se bambini o adolescenti.

Il bilancio della repressione del regime siriano sarebbe fino ad ora di oltre 14mila vittime, secondo i dati riferiti da Bassam El Abdulla, un esponente del Consiglio nazionale siriano, la maggiore organizzazione dell’opposizione. Si tratta del doppio delle cifre diffuse fino a questo momento, perché tiene conto anche delle persone fatte sparire o torturate a morte in carcere. “Molti gruppi per la difesa dei diritti umani dicono che il bilancio ha superato le 7mila vittime. Ma il numero che ci risulta supera forse le 14mila”, ha detto all’Ansa El Abdulla. “Ci sono più di 60mila persone rapite e prigioniere. Molti di loro sono stati uccisi e torturati. E avete visto come sono presi prigionieri e come vengono torturati. Ci sono dei video, comunque: su Youtube potete vedere le torture, gli elettroshock”.