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Bahia, carnevale di sangue

8 February 2012versione stampabile

C’è qualcosa di sinistro nello scontro che nello stato brasiliano di Bahia, specialmente nella sua capitale Salvador, mette uno contro l’altro il governo e la polizia militare. Da una settimana, infatti, la corporazione della polizia militare ha decretato uno sciopero per chiedere un aumento salariale. Fin qui, dovrebbe essere tutto nella norma. Ma non lo è: dal giorno dell’inizio dello sciopero Salvador e alcune altre città minori si sono trasformate in terra di nessuno. Ronde di motoclcisti incappucciati intimidano la popolazione, ordinano la chiusura dei nogozi, compiono omicidi sommari ai danni soprattutto di mendicanti, gente senza casa,
poveri. Nei primi giorni si sono contati una novantina di morti.
Coincidenza?
Qualche giorno fa la questione si è complicata, poiché un centinaio di poliziotti in sciopero hanno occupato l’Assemplea Legislativa dello Stato, qualcosa come il nostro Consiglio Regionale, il posto dove si fanno le leggi. Che da allora è chiuso. Lunedì c’è stato un pesante confronto tra i PM asserragliati nel palazzo e le altre corporazioni fuori: mille uomini tra esercito (chiamato dal governatore Jaques Wagner, come estrema risorsa), Polizia Civile e Polizia Federale.

Mettiamo bene a fuoco: in pratica, abbiamo le forze di polizia che si confrontano tra loro a colpi di lacrimogeni e proiettili di gomma. Ne sono usciti diversi feriti. Madri e mogli di sciperanti hanno cercato di rompere la barriera portandosi dietro i figli piccoli da usare come scudi umani, ma sono state respinte. Undici poliziotti che partecipano allo sciopero sono stati arrestati, tra cui due leader sindacali. Il governo di Bahia e quello centrale sono d’accordo nella linea: condannare lo sciopero. Ieri Wagner, che è un navigato rappresentante del Partito dei Lavoratori (Pt), ha tentato una mediazione, che è fallita. I poliziotti militari, oltre all’aumento, chiedono aministia generale per gli scioperanti, richiesta che il governo non accetta: gli atti di violenza, il vandalismo, gli omicidi sommari, dice, non
possono essere tollerati. Dunque, il governo sottintende che quegli atti sono stati compiuti dagli stessi scioperanti. Andiamo bene.
Soprattutto se si pensa che tra una settimana inizia il carnevale, che a Bahia, come a Rio, è il principale avvenimento dell’anno, con oltre mezzo milione di turisti in arrivo e un giro d’affari da capogiro. La polizia militare brasiliana guadagna un salario diverso in ogni Stato.
Quelli che guadagnano di più sono quelli della Capitale del Paese, Brasilia. Si va dai loro 4mila reais al mese (circa 2mila euro) ai Mille degli Stati meno importanti. Esiste un progetto di legge per parificare i salari, che è fermo in parlamento. La questione va risolta dando salari degni a tutti. Ok.

Ma resta una questione che lo sciopero baiano attuale mette in luce brutalmente: e cioé che il governo non ha il controllo sulle azioni della polizia. In un’altra epoca, in altri contesti, se un gruppo di militari armati avesse preso possesso di una casa legislativa, di un parlamento, come lo avremmo chiamato? La risposta potrebbe essere inquietante, sopratutto se si pensa che la stessa cosa potrebbe accadere in altri Stati della federazione, da alcuni dei quali sono già arrivati segnali di appoggio agli scioperanti baiani.

Una cosa è chiara: qui il problema non è il carnevale.

2 Responses to Bahia, carnevale di sangue

  1. giuliano

    15 February 2012 at 11:51

    Preghiera per un bambino.

  2. riccardo

    29 February 2012 at 03:41

    Io sono ora a Salvador di Bahia, ho sentito di molte persone, anche amici, che qui si sono asserragliate in casa o sono addirittura scappate fuori dalla città in occasione dello sciopero.
    La tecnica del terrore, si sa, funziona sempre, e spesso sono proprio i corpi (para)militari a utilizzare queste strategie per indirizzare l’opinione pubblica, creando oltretutto le condizioni perfette perché chiunque, in divisa e non, potesse perpetrare i delitti di cui sopra. Anche i regolamenti di conti in questi casi trovano terreno fertile, come nelle battute di caccia in cui vola un proiettile e fa fuori l’incomodo.
    Lo sciopero inoltre è avvenuto a ridosso del Carnevale, affinché gli importanti sponsor e attori economici (prima tra tutte la casa di birra Brahma-Skol-Antarctica, che quest’anno ha comprato in blocco i principali carnevali del Paese), per non perdere affluenza e dunque ricavi, forzassero il governo a intervenire a favore della polizia militare.
    Tutto sembra essere molto chiaro. Ma se per Spaccarotella in Italia ci sono voluti anni di processo(i), per la Polizia Militare bahiana credo non ci saranno inchieste adeguate all'(ipotetica) efferatezza dei crimini perpetrati.
    D’altronde qui sembra che il Carnevale e i suoi fiumi di birra abbiano già lavato via dalla mente collettiva il ricordo macchiato di sangue del pre-Carnevale: un’amnistia festosa per i colpevoli.