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Cina, i salari minimi in aumento nei prossimi cinque anni

8 February 2012versione stampabile

La media dei salari minimi in Cina subirà una crescita annuale di almeno il 13 percento nei prossimi cinque anni, secondo il piano per il mercato del lavoro pubblicato oggi dal governo cinese. L’aumento degli stipendi è un punto chiave nel programma del governo e fa parte del piano quinquennale economico di Pechino, che mira a promuovere l’occupazione della seconda economia del mondo. Il salario minimo in Cina va dai 1.500 yuan, corrispondenti a 240 dollari, al mese a  Shenzhen fino agli 870 yuan a Chongqing. Il programma del governo prevede che i salari minimi aumentino del 40 percento entro il 2015.

La carenza di manodopera è stato fino ad ora un problema  nell’industria cinese, che si affida a milioni di lavoratori migranti per colmare le lacune del mercato. Ma il governo ha detto di aspettarsi una nuova ondata di domande di lavoro generale in aumento nei prossimi anni.

“Ogni anno ci sono 25 milioni di residenti delle città che cercano lavoro e ci sono significative quantità di lavoratori nelle campagne che cercano lavoro”, si legge nel piano del governo. Pechino non ha riconosciuto l’esistenza di disoccupazione fino alla fine del 1990 e tuttora non pubblica il tasso nazionale di disoccupazione. “Tutti i livelli delle politiche fiscali, finanziarie e industriali devono considerare l’impatto sull’impiego e prestare molta attenzione ai rischi della disoccupazione”, continua il comunicato dell’autorità.

La ragione degli aumenti salariali degli ultimi anni è, secondo molti economisti, il fatto che, secondo i dati demografici, la popolazione cinese invecchia rapidamente e il lavoro rurale è in diminuzione. Il salario medio mensile dei 158 milioni di migranti in Cina nel 2011 è aumentato del 21,2 percento rispetto all’anno precedente. Nei cinque anni tra il 2006 e il 2010 il salario minimo medio in Cina è aumentato del 12,5 percento all’anno.