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Brasile, poliziotti lasciano il parlamento a Bahia, in manette il leader Prisco

9 February 2012versione stampabile

Hanno lasciato in mattinata la sede del parlamento locale di Salvador, nello Stato brasiliano di Bahia, i poliziotti che la occupavano ininterrottamente da dieci giorni in segno di protesta per chiedere aumenti salariali e altri benefici. Tutti i circa trecento agenti in agitazione barricati all’interno sono usciti dell’edificio circondato dall’esercito senza opporre resistenza, mentre Marco Prisco, ritenuto il capo della sommossa, è stato arrestato. Lo riferiscono i media brasiliani.

L’avvocato di Prisco, Rogério Andrade, ha riferito alla stampa che gli occupanti hanno deciso di lasciare l’edificio per evitare di aggravare la loro posizione giudiziaria e per scongiurare il rischio, ritenuto imminente, di un’operazione militare. Inoltre, un altro avvocato, che difende i lavoratori in sciopero, ha raccontato alla testata Folha che la loro situazione stava peggiorando poiché erano stati privati di acqua ed elettricità. Tuttavia, ha precisato che gli avvenimenti di oggi non significano la fine delle proteste. Prisco è accusato di aver incitato altri agenti a commettere atti di vandalismo e di aver incitato i colleghi di Sao Paolo e Rio de Janeiro ad unirsi allo sciopero di Bahia.

“Di fatto l’accordo non si è ancora trovato e anche oggi sono previste nuove trattative. Lo scoglio riguarda gli aumenti: i poliziotti hanno chiesto un incremento del 30 percento degli stipendi, il governo ha infine accettato ma a condizione che venga dilazionato fino al 2015 e che si cominci a pagare non prima di novembre. I manifestanti volevano invece percepire almeno parte dell’aumento già sulla busta paga di marzo, quindi il negoziato resta aperto. Chiedevano anche l’amnistia per i responsabili dei disordini, attribuiti ad agenti o ex agenti collusi con la criminalità organizzata, ma questa istanza è stata fermamente rifiutata”, ha riferito una fonte all’agenzia di stampa Misna.

Le proteste degli ultimi giorni hanno scatenato un’ondata di violenza che ha provocato circa 137 vittime, secondo le stime delle autorità. All’agitazione hanno aderito circa un terzo dei 30 mila agenti in servizio sul territorio, che denunciano di essere sottopagati, e il timore è che le proteste possano diffondersi a macchia d’olio in tutto il Paese: negli ultimi mesi infatti si erano già verificati disordini analoghi nel Maranhao e nel Ceará, anch’essi nell’area nord-orientale del Brasile. È opinione degli analisti che il problema nasca dall’inesistenza di un salario base per gli agenti di polizia e i vigili del fuoco per tutto il territorio nazionale e dalle discrepanze che di conseguenza vi derivano: un agente a Brasilia percepisce circa l’equivalente di 2,300 dollari, quasi il doppio di un poliziotto di Bahia.

Salvador dunque si prepara ad accogliere i festeggiamenti del Carnevale e decine di migliaia di turisti in un clima di alta tensione, che potrebbe colpire pesantemente gli incassi del settore turistico.