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Messico, ‘cartello’ avvisa i rivali: ‘Pace durante la visita di Benedetto XVI’

9 February 2012versione stampabile

Credevamo di averle viste tutte in Messico. La criminalità organizzata, diversi cartelli che si contendono il traffico di stupefacenti a colpi di mitra, è padrona del Paese. In lungo e in largo controlla praticamente tutto: dallo spaccio ai grandi traffici internazionali, dal riciclaggio del denaro sporco al traffico di essere umani. Inoltre, i ‘cartelli’ sono riusciti anche ad intrufolarsi nella politica e a arruolare nei loro eserciti privati decine di ex soldati e poliziotti. Il Paese allo stato attuale, non si può certo dire che sia sotto il controllo delle istituzioni.

La sfrontatezza dei cartelli ha raggiunto uno dei suoi tanti culmini in questi giorni. Nello stato di Guanajuato, nella parte centrale del Paese, i Caballeros Templares, hanno esposto una serie di cartelli dove facevano sapere di voler accettare la tregua proposta dall’arcivescovo di Leon, José Guadalupe Martín Rábago. L’alto prelato aveva chiesto di cessare le violenze in occasione della prossima visita di papa Benedetto XVI, dal 23 al 26 marzo.

I cartelli dei Templari parlavano chiaro. Da un lato l’accettazione della tregua proposta dalla curia. Dall’altra un avviso perentorio per tutti quelli che non si atterranno alle regole imposte dal gruppo criminale. “Vogliamo lo Stato di Guanajuato in pace quindi non provocate violenza all’arrivo di Sua Santità Benedetto XVI. Siete avvisati”, recita uno dei cartelli ritrovati e rimossi dalle autorità locali. Insomma, sono tanto potenti da permettersi, accettando la tregua, di dare un segnale forte ai rivali, avvisandoli e in questo modo garantendo anche una sorta di sicurezza supplementare al corteo papale.

Questi signori hanno un vero e proprio codice di comportamento e onore che non si sono preoccupati di nascondere, ma l’hanno diffuso in più modi. Anche on line si trova facilmente. Fedeltà eterna al gruppo, omertà (in caso contrario c’è la pena di morte), dedizione totale al giuramento posto sul codice dei Templari: regole agghiaccianti di un gruppo che compie crimini efferati sotto mentite spoglie e con la scusa di voler proteggere la popolazione dello stato e di garantirne l’autodeterminazione e la totale libertà. Sembrano storie cinematografiche, ma non è così.

I Caballeros dalla loro comparsa sul panorama criminale messicano hanno utilizzato spesso cartelli attaccati sui ponti, purtroppo anche addosso ai cadaveri, per spiegare la loro posizione e le loro decisioni. Quasi tutti terminano con un ironico (o forse macabro) ‘Atentamente, Caballeros Templarios’. Distinti saluti….