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Viva il Manifesto!

9 February 2012versione stampabile

Il ministero dello Sviluppo economico ha avviato la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa. Abbiamo avuto notizia che è stato firmato il decreto”. Così il comunicato del collettivo del Manifesto annuncia oggi. Ovvero rischia il giornale dall’antica dicitura “ quotidiano comunista”, di scomparire dalle edicole. Il che è triste, tristissimo per molte persone che gli vogliono bene. Assurdo, per la politica e la democrazia. Ma congruente con il mercato, se i mercanti affamano la Grecia, che vuoi che gliene importi se chiude il manifesto. Che tra l’altro è un organo d’informazione nell’ultimo anno fortemente impegnato sul fronte dell’alternativa proprio alla società tecno-liberista. Dalla battaglia per il referendum sull’acqua pubblica, straordinario risultato e vittoria limpida dei beni comuni sul profitto privato, fino all’assemblea di Napoli, e andando più indietro è ovvio, dalla dissidenza con l’invasione della Cecoslovacchia ( che oggi non c’è più), alla prima grande manifestazione in Milano contro Berlusconi, eccetera eccetera.

Ma si dice, anche qualcuno del nostro campo dice, sì magari tante buone intenzioni e lodevoli, però poca informazione, piuttosto ideologica. Come se tutti fossero diventati dei compassati ascoltatori della BBC, che poi se la si guarda si scopre che compassata non è. Invece il manifesto è proprio fondamentale dal punto di vista dell’informazione, e della verità. Prendiamo l’economia che oggi va parecchio, soltanto leggendo Galapagos o Viale abbiamo non solo le idee, bensì i numeri di una economia politica liberista micidiale per i popoli, per i lavoratori, per i diritti sociali. oppure possiamo capire quel che succede a Scampia. O leggere quel che succede in FIAT, oltre Marchionne. Insomma se il manifesto dovesse cessare di stare in edicola, sarebbe un pezzo di verità a essere amputato. Un pezzo di verità attinente il Movimento Operaio, i movimenti in generale, ma anche il debito pubblico, la riconversione ecologica, l’Europa sociale, la strage dei migranti che affogano nel mare, la pace e la guerra, l’Irak e la Palestina. Tanto per dirne qualcuna. Comunque direi cominciamo a comperarne due copie per ciascuno ogni giorno. Una lasciamola al caffè, sul treno, in bus. L’altra teniamocela cara, finchè c’è.

7 Responses to Viva il Manifesto!

  1. Elio

    9 February 2012 at 15:03

    In tutta onestà, al di là della doverosa solidarietà per eventuali posti di lavoro che andranno persi (per altro, quanti?), questa volta il solito ricattino morale del Manifesto mi vede insensibile. Quante occasioni hanno perso credendosi l’avanguardia di un esercito inesistente? Mi spiace, ma il Manifesto è morto da almeno vent’anni

  2. Sergio

    9 February 2012 at 17:01

    quindi senza Manifesto non ci sarebbe più democrazia. Mah. Troppa retorica.

    Nell’editoriale di oggi scrivono di essere in difficoltà per colpa della “controrivoluzione dell’antipolitica” e della “pulizia etnica delle idee e dell’informazione”. Forse se vendono 15.000 copie la colpa è soprattutto la loro. Perché dovremmo pagare con soldi pubblici un giornale che non legge più nessuno? I tempi sono cambiati e adesso i giovani sono in grado di farsi un’idea del mondo senza passare attraverso “l’informazione” del Manifesto. Forse è ora di ammettere che è finita un’epoca e smettere di mantenere in stato vegetativo un giornale che non ha più molto da dire e quel poco lo dice male. E soprattutto che nessuno legge più.

  3. silvio

    9 February 2012 at 19:50

    @sergio

    al di là che 20mila copie vendute sono molte e non poche. Si vede bene come tu ti fai “un’idea del mondo”…..ignorante impara qualcosa dal manifesto

  4. Andrea

    9 February 2012 at 20:16

    Io lo leggo !! E ricordo bene che nel periodo degli sbarchi a lampedusa dalla tunisia il Manifesto pubblicò un’intervista fatta ad un immigrato; penso che in quel momento sia stato uno dei pochi giornali che ha messo nero su bianco quella parte di verità a cui ci si riferiva nell’articolo. Penso che sia facile buttarla sui soldi e le frasi “tanto nessuno lo legge più” mentre non è così; è vero siamo una piccola minoranza che legge il giornale, ma se lo compriamo vuol dire che a noi quel tipo di informazione piace e ci state privando di quell’informazione. Il manifesto non è l’avanti, è gente onesta che cerca di fare il proprio lavoro. Nel manifesto hanno scritto alcune delle firme più importanti degli ultimi tempi come Benni, Arrigoni e Saviano. Anch’io mi impegnerò a comprare almeno una copia al giorno del manifesto.

  5. Sergio

    10 February 2012 at 00:25

    Andrea, siete una piccola minoranza che non basta perché il giornale sopravviva. Il Manifesto non può diventare un quotidiano letto in gran parte da chi ha 60 anni e più. I giovani non leggono più i quotidiani, si informano su internet, sanno l’inglese. Pensi veramente che si mettano a leggere il Manifesto? Non siamo più negli anni 70. Le cose cambiano e a volte alcune finiscono. Capisco l’affetto e riconosco l’importanza che ha avuto (anche per me) ma ormai non è più tempo. Nessuno “vi priva” del Manifesto perché il mondo è brutto e cattivo o perché i poteri forti hanno paura di un giornale ormai irrilevante ma perché è un impresa condotta male, con pochi lettori, piena di debiti e senza soldi che per continuare ad esistere vorrebbe quelli pubblici. Il Manifesto sovvenzionato con soldi pubblici è un lusso che come altri non possiamo più permetterci. Io il Manifesto lo compro tutti i giorni da quasi 40 anni, ho fatto donazioni, abbonamenti e quant’altro. Non è servito a nulla, penso che sia ora di finirla, altrimenti si diventa patetici.

  6. Angelo Raffio

    10 February 2012 at 18:27

    La pluralità dell’informazione è il vero problema non solo la chiusura del Manifesto. Si internet è molto importante, non vi è alcun dubbio su questo, ma la sua pluralità verrà messa in discussione sicuramente, come oggi viene messa in discussione l’esistenza di questo giornale; è la stessa faccia della medaglia ! Comprare un giornale quotidianamente,è in buona sostanza come affermare che se ne riconosce la sua esistenza e che si dà vita personalmente a qualcosa di democratico nel processo di difesa e sviluppo di una informazione corretta. Quando uscirono i giornali a diffusione gratuità, capii che questo processo ci avrebbe portato insieme ad altri sistemi di diffusione delle notizie nel quale siamo solo dei fruitori passivi, a delle conoscenze asservite ai poteri forti, economicamente interessati ad avere una informazione omologata unicamente ai loro interessi. Sento che i particolarmente giovani sono molto incazzati, e capisco benissimo il perchè, ma occorre convogliare questa rabbia im maniera coerente, non prendersela contro tutto e tutti, talvolta anche con un pò di stupida ed inutile arroganza. L’esistenza del Manifesto ed il suo rilancio,sono a mio avviso un modo (uno dei tanti, ma importante), per dire no, alla mancanza di prospettive ed alla mancanza di democrazia che sta caratterizzando da troppo tempo ormai la nostra vita.
    Angelo

  7. Andrea

    10 February 2012 at 18:51

    Sergio hai ragione se guardiamo in faccia alla realtà dei tempi in cui viviamo, ma io sono un inguaribile sognatore e farò tutto quel che posso fare per le cause che trovo giuste.
    Se tu mi dici che hai comprato il manifesto per 40 anni, bè allora anche tu sei o sei stato un sognatore e puoi capire sicuramente le mie posizioni.