home » esteri » americhe » Brasile, poliziotti in sciopero anche a Rio

Brasile, poliziotti in sciopero anche a Rio

10 February 2012versione stampabile

Agenti civili, agenti militari e pompieri statali di Rio de Janeiro, hanno deciso di seguire gli agenti dello stato di Bahia e dichiarare lo sciopero a partire da oggi. Il braccio di ferro con il governo per ottenere salari più alti sta dunque estendendosi, proprio in uno dei momenti più complessi dell’anno: il Carnevale. Il 17 febbraio, infatti, la festa più importante del paese incendierà strade e stadi e il controllo delle forze dell’ordine diventerà indispensabile. Ai governi statali e a Brasilia restano, dunque, sette giorni per risolvere la questione, pur convinti che i militari riusciranno come e meglio dei colleghi poliziotti e pompieri a vigilare sulla festa. Infatti, nelle varie città, sono già stati dispiegati migliaia di militari, quattordicimila solo a Rio. Il tutto visto quanto accaduto in città come Salvador da Bahia, dove, appunto, lo sciopero dei poliziotti ha provocato un’inarrestabile ondata di violenze. Ed è qui, dove tutto è cominciato, che gli scioperanti non accennano a scendere a patti, nonostante il leder della protesta Marco Prisco sia stato arrestato mentre con i suoi stava sgomberando l’assemblea legislativa della capitale bahiana, occupata per tre giorni.

Il presidente, Dilma Rousseff, ha infatti precisato alcune ore prima della decisione delle forze dell’ordine carioca, che rigetta lo sciopero perché cerca di “gettare nel panico il paese, di instillare paura, di creare situazioni che non sono compatibili con la democrazia”.

La novità di Rio è il coinvolgimento dei vigili del fuoco, i quali chiedono in particolare la scarcerazione di un loro collega, Benvenuto Daciolo – accusato di incitazione allo sciopero nello stato di Bahia e in altri stati – e di altri uomini. Ma la Rousseff ha già fatto sapere che non concederà amnistie e anzi ha rinnovato tutto il suo appoggio al governatore bahiano, Jacques Wagner, suggerendo persino che dietro le violenze ci siano proprio gli scioperanti.
Il governatore, Sergio Cabral, ha denunciato che nel suo stato esiste un coordinamento nazionale di professionisti della sicurezza che vogliono creare un clima di instabilità ad hoc. Stessa ipotesi sposata dal ministro José Eduardo Cardozo, che ha precisato come ci sia un aumento di situazioni costruite per seminare il panico fra la gente. E intanto, i sindacati delle forze dell’ordine di altri sei stati stanno valutando se unirsi alla protesta, mentre – nella speranza che l’emergenza rientri – le scuole di samba vanno avanti con i preparativi.