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Protesta Servirail, messaggi di solidarietà

10 February 2012versione stampabile

Antonio Marafioti

La temperatura prevista a Milano per i prossimi giorni dovrebbe aggirarsi su una media di meno 6 gradi Celsius. Oliviero Cassini ha superato, da poche ore il suo sessantunesimo giorno di permanenza sulla torre faro del binario 21 della stazione Centrale di Milano. Insieme a lui da sei giorni vive Stanislao Focarelli, calabrese di 37 anni; fino a dieci giorni fa c’erano, Carmine Rotatore, che ieri ha compiuto 46 anni, e Giuseppe Gison. Tutti padri di famiglia, tutti simbolo del braccio di ferro fra gli 800 lavoratori italiani licenziati da Servirail, ex Wagon Lits, e Trenitalia. L’oggetto del contendere è la cancellazione dei treni notte, imposta dall’ex monopolista delle ferrovie in Italia. La manovra ha portato a due conseguenze: il licenziamento degli accompagnatori treni notte, cuccette e vagoni letto, e la soppressione di quelle corse che, per decenni, hanno costituito lo scheletro del sistema di trasporto tra il Sud e il Nord del Paese. I lavoratori accusano Trenitalia, e il suo numero uno, Mauro Moretti, di non tenere conto di un servizio, quello alla mobilità, garantito dalla Costituzione. L’azienda ha agito, secondo le denunce, per vincere la competizione con la neonata Ntv, di Montezemolo e Della Valle, sulla tratta Roma-Milano. Le risposte di Trenitalia sono state poche e confuse. Perfino qualche giorno fa, quando lo stesso Moretti si è recato allo snodo milanese per una riunione, i licenziati sono stati completamente ignorati dall’Ad. La mobilitazione della società civile è forte e costante; i sindacati, seppur su posizioni differenti, continuano a chiedere un tavolo nazionale e i vari comitati formatisi intorno ai lavoratori, mantengono viva l’attenzione sul loro problema. Le istituzioni nazionali tacciono. La solidarietà è arrivata da molti ambienti: artisti, intellettuali e qualche politico, sono arrivati fino ai piedi del traliccio. E il mensile ha voluto ascoltare altre voci e altre opinioni su una battaglia che sta mettendo a dura prova la convivenza democratica del nostro Paese.