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Messico, Calderon agli Usa: ‘Basta armi’

17 February 2012versione stampabile

Polizia, esercito, sistemi sofisticati di ultima generazione, non sono serviti a nulla nella lotta ai cartelli della narcotraffico messicano che con le loro violenze hanno causato la morte di almeno 47 mila persone negli ultimi cinque anni.

L’ultima iniziativa messa in atto dalle autorità messicane ha un sapore folkloristico: a Ciudad Juarez un gigantesco cartello rivolto verso il confine con gli Usa e precisamente verso El Paso, con la scritta “No more weapons”, basta armi.

Il gigantesco cartellone è stato scoperto dal presidente messicano Felipe Calderon. Durante la stessa cerimonia, quasi come monito, un carro armato dell’esercito ha distrutte centinaia di armi che le forze di sicurezza hanno sequestrato negli ultimi mesi.

Uno dei fattori che consente ai gruppi di narcotrafficanti di essere così potenti dal punto di vista militare è l’accesso illimitato a potenti armi da guerra che vengono liberamente e indiscriminatamente vendute negli Usa” ha detto il presidente messicano. Non solo. Calderon ha commentato come dal 2004, anno in cui negli Usa è caduto il divieto di vendita di armi d’assalto, la violenza in Messico sia aumentata a dismisura.

“Abbiamo voluto rivolgere il cartello verso gli Usa per dire che qui in Messico non devono arrivare più armi” ha ribadito Calderon, che in molti accusano di aver fatto aumentare le violenze con le sue decisioni discutibili sulla militarizzazione del confine nord.

Per concludere il presidente messicano ha rivolto un appello al suo parigrado Usa, Barack Obama. “Abbiamo bisogno del vostro aiuto per fermare la violenza e per ridurre il consumo di droga che alimenta il flusso di denaro alle organizzazioni criminali in Messico. Ma se davvero gli Usa volessero aiutarci dovrebbero contribuire con una legislazione che blocchi i sostanza il traffico disumano di armi nel nostro Paese”.