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Sanremo, specchio dell’immobilismo italiano

17 February 2012versione stampabile

Mi dicono. Ma Sanremo, la farfallina, Belen che dice che esagera, l’immagine femminile…

E Fornero che giustamente s’indigna e non guarda la tv, i cantanti che s’incazzano perché tra Celentano, i tatuaggi e i collarini la musica dove finisce, la rete che discute tra ammiccamenti e reprimende.

Sanremo o dello specchio dell’immobilismo italiano, anzi del tentativo di riportare sempre indietro l’orologio: nulla cambia, ogni figurina sta al posto suo, ogni rappresentazione rimanda a uno stereotipo sempre più polveroso: le donne sono belle, ammiccanti e monosillabiche – meglio per questo che non sappiano neanche l’italiano, gli scappasse detto qualcosa – gli uomini le prendono per mano e dicono che spettacolo che sei e fanno i presentatori ironici/garbati/ rassicuranti – scegliere per favore il modello tra quelli esposti – , il pubblico (all’Ariston, davanti alla tv, sul web) è contento, oppure no, ma tanto tutto fa brodino.

E dopo tutti a nanna, con il pancino caldo.
O afflitti dalla noia un po’ acidula del dover dire e pensare sempre le stesse (e sacrosante) cose.

Cercasi vera esagerazione (e donne e uomini che ne siano capaci).

 

2 Responses to Sanremo, specchio dell’immobilismo italiano

  1. Angela

    17 February 2012 at 17:05

    Bravissima!

  2. maddalena telch

    17 February 2012 at 19:41

    PAROLE SANTE!
    Festival tristo!