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Russia, tensioni pre-elettorali

20 February 2012versione stampabile

Sale la tensione in Russia, in vista delle presidenziali del 4 marzo. Il deputato e membro del comitato organizzatore delle proteste anti-Putin, Ilya Ponomarev, è stato aggredito da giovani attivisti filo-governativi davanti al comune di Mosca. Una molotov è stata lanciata ieri mattina a Novosibirsk contro la sede del partito putiniano, Russia Unita, dove è allestito anche il quartier generale locale per la rielezione di Putin al Cremlino.

Sondaggi dall’attendibilità dubbia fanno registrare una crescita progressiva del consenso di Putin che, secondo l’istituto Vtsiom, potrebbe otterrebbe il 58,6 percento dei voti, passando al primo turno. Il comunista Ghennadi Ziuganov è attestato al 14,8 percento, terzo il leader ultranazionalista Vladimir Zhirinovski con il 9,4 percento, seguito dall’oligarca e padrone della squadra di pallacanestro dei Nets Mikhail Prokhorov (8,7 percento). Ultimo, il leader del partito di centro sinistra Serghiei Mironov (7,7 percento).

L’aggressione di Ponomarev è avvenuto stamattina all’alba quando i due schieramenti che si stanno dando battaglia a suon di cortei e flash-mob, dovevano depositare la richiesta per le manifestazioni indette per il 5 marzo, all’indomani delle delicate presidenziali russe. Una semplice operazione burocratica si è trasformata in una corsa a chi depositava la prima domanda per aggiudicarsi l’autorizzazione a manifestare nei luoghi più centrali della capitale, degenerata in una rissa che ha portato anche a tre fermi. Ad alzare le mani sarebbero stati alcuni attivisti del movimento giovanile Giovane Russia, stando a quanto hanno raccontato dall’opposizione, accusata invece dalla polizia di essere stata lei stessa a provocare.

Secondo il leader del Fronte di sinistra, Sergey Udaltsov, i putiniani sono stati fatti entrare anzitempo e ‘illegalmente’ nell’edificio, dove hanno depositato per primi la loro richiesta per gli stessi luoghi a cui aspiravano gli anti-putiniani, primo tra tutti la piazza della Lubjanka, sede dei servizi segreti. Da dentro l’edificio, avrebbero poi aggredito alle spalle da una finestra Ponomarev, arrivato a controllare la corretta presentazione delle richieste, in veste di deputato, ha spiegato lui stesso. In loro aiuto – ha aggiunto la vittima parlando con le agenzie di stampa russe – è arrivata anche la polizia, che lo ha strattonato rompendogli anche una scarpa. “Si tratta di una violazione della legge sullo status dei deputati – ha denunciato Ponomarev, che ha intenzione di sporgere denuncia. Per ora le forze dell’ordine hanno fermato tre persone coinvolte nella vicenda. Dopo due mesi di proteste per riforme politiche ed elezioni trasparenti, il presidente uscente Dmitri Medvedev incontrerà parte dell’opposizione extra-parlamentare, in uno dei primi segnali di apertura verso la piazza. Tra gli attivisti per i diritti umani circola però un timore crescente: che episodi come quello di stamattina, insieme alla stretta sui media verificatasi nelle ultime settimane, siano il chiaro segnale che il potere centrale non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro.