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Se Casapound spacca l’estrema destra

21 February 2012versione stampabile

Mario Di Vito

Prima affermano che “Veltroni è meglio di Alemanno”, poi annunciano di voler presentare un proprio candidato alle prossime elezioni comunali di Roma. Non smette di stupire Casapound, che con le sue recenti esternazioni sta letteralmente spaccando l’ambiente dell’ultradestra italiana.

Se a livello istituzionale (leggere Pdl), le cose erano già andate in malora da un po’, con dissociazioni arrivate da tutte le parti, parole forti e sguardi in cagnesco (sempre ricambiati), con il resto della truppa erede dell’Msi e di Terza Posizione, è soltanto con l’arrivo del 2012 che la situazione è precipitata in un batter d’occhio. La prima forte scossa di terremoto si è registrata il 7 gennaio, con Casapound che non ha preso parte alla manifestazione in memoria delle vittime di Acca Larentia. Una decisione, per molti versi clamorosa, presa dal leader Gianluca Iannone per smarcarsi dalla bufera passata sull’estrema destra nel mese di dicembre: prima la strage di senegalesi in quel di Firenze (seguita dagli appelli per la chiusura di Casapound), poi il blitz che ha smantellato il gruppo di Militia, poi ancora la figlia di Ezra Pound che ha rivendicato il cognome paterno, con tanto di puntata in tribunale per far cambiare nome ai ‘fascisti del terzo millennio’. Tre colpi micidiali che avrebbero potuto affondare la nave di capitan Iannone, forse ancora troppo acerba per fronteggiare quell’oceano minaccioso che è la politica a destra della destra. “Forza Nuova – spiega Saverio Ferrari dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre – ha un’altra identità rispetto a Casapound. E’ prima di tutto una formazione ‘integralista cattolica’, poi ha riferimenti tra i collaborazionisti del nazismo, come la Guardia di Ferro romena. La formazione di Iannone, invece, vuole riprodurre le condizioni che hanno portato all’affermazione del fascismo in Italia, in questo senso vanno letti anche i ritorni al Futurismo. Casapound, politicamente, è più un movimento che cerca di sfondare tra i giovani, proponendo miti e suggestioni di vario genere, spesso copiando quanto già fatto dai centri sociali. Forza Nuova, invece, è più un partitino”.

Il nome del candidato a sindaco di Roma, per Casapound, sarebbe quello di Fidel Mbanga Bauna, giornalista del Tg3 Lazio. La notizia, pubblicata la settimana scorsa da Eilmensile.it e non smentita, rappresenta un vero e proprio terremoto per i già fragili equilibri romani, con conseguenze che potrebbero stravolgere tutto il movimento anche a livello nazionale. Si andrà verso una resa dei conti, oppure tutto rientrerà nei ranghi e l’onda nera riuscirà a compattarsi ancora una volta? “E’ una competizione tra queste due anime dell’estrema destra – spiega ancora Ferrari -, ma non è detto che si consumerà una spaccatura vera e propria. Forza Nuova va per conto suo anche perché i tentativi di contatto con il Pdl sono andati male qualche anno fa, mentre Casapound sta nel mezzo. Probabilmente, vuole recuperare i rapporti con il resto dell’estrema destra dopo le scivolate verso Alemanno: se si arriverà fino in fondo è tutto da vedere, potrebbe essere una mossa tattica per alzare il proprio prezzo e, allo stesso tempo, recuperare credibilità”.

One Response to Se Casapound spacca l’estrema destra

  1. militante

    22 February 2012 at 17:20

    CasaPound Italia, come tutti gli anni, anche il 7 gennaio 2012 è stata al Presente di Acca Larenzia.
    Di seguito la foto del presente dei militanti di Cpi alle 21 circa di quel giorno.

    http://ilcatenaccio.files.wordpress.com/2012/01/393442_10150520020184417_835274416_8562680_800740676_n.jpg