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Benvenidos en los Estados Unidos.

28 February 2012versione stampabile

Emanuele Bompan

Ricordo ancora una cara amica, B. Valdez, a Madison che nel ottobre 2008 mi disse: «i latinos cambieranno il corso di questo paese. Altro che black, saranno loro l’ago della bilancia». Certo, aveva ragione

Settimana scorsa il magazine Time ha sbattuto in copertina (per la prima volta) le foto di 20 elettori latinos (uno in realtà un asian-white, fatto che ha portato il Time a chiedere scusa). “Yo decido”, recitava la copertina: “noi ispanici sceglieremo il prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America”. O meglio. Los EE.UU, gli Estados Unidos.

Vede lungo uno dei grossi carichi repubblicani latinos, il senatore Marco Rubio. « I conservatori stanno perdendo il voto degli ispanici. Molti di loro sposano i valori del GOP, ma non si sentono accettati in un partito che non li vuole». Durante la scorsa campagna candidati come mr. Cain e Michele Bachmann hanno riaffermato la guerra all’immigrazione a suon di espulsioni, muri elettrificati ed altre soluzioni finali di stampo razzista. E dunque chi vuole stare con dei compagni razzisti e poco inclini a los hermano de la panamerica.

A Chicago la “tropa d’elitè” elettorale di Obama si frega le mani pronto a ricevere a braccia aperte le pecorelle smarrite latine. A suon di campagne mexican-style in California e “sud-american” in Florida, con spot non solo in spagnolo, ma recitati con accenti distinti (messicano per mexicans portoricano per portoricans). Conquistarli sarebbe il game-point.

«Il 2013 sarà l’anno della riforma della legge sull’immigrazione» mi spiega per skype uno staffer di Washington democratico. Un tema delicato che necessità uno spin particolare: assordante per i latinos, sussurrato per non spaventare i blue Dogs democrat, freddi nei confronti di una riforma eccessivamente liberal. Joe Biden promette che i democrat recupereranno il Congresso (rimettendo sullo scranno della speaker of the House, Nancy Pelosi) e allora sarà facile far passare la riforma. E gli elettori guardano con attenzione.

 

Un po’ di cifre:

43% è la percentuale di crescita dei latinos dal 2001 ad oggi.

50,5 milioni: il numero di abitanti classificati dal censimento come “ispanici”

132,8 gli ispanici nel 2050, ovvero il 30% della nazione.

26% è il tasso di povertà salito dal 23% nel 2008.

 

PS: sono finiti i dibattiti del GOP:::ora attendiamo con trepida ansia il SuperTuesday

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