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Qualche considerazione sul Ddl Butti

29 February 2012versione stampabile

Nella mailing list di Nexa si è fatta qualche discussione sul nuovo Ddl Butti, che a dire il vero tanto nuovo non è perchè, se non erro, riprende una cosa di un paio di anni fa.

Guido la vede molto nera: Ddl Butti: nuovo attacco alla libertà della Rete.
e ci va giù pesante (leggete l’articolo…)

Marco pensa che sia invece da autolesionisti : Senatore che ha capito niente (o tutto?) di Internet vuole distruggere giornali ed editori:

“In questo mondo, rendere illegale a chi non ti ha chiesto e ottenuto in anticipo il permesso di farti pubblicità a spese sue non è solo inaccettabile censura, è da imbecilli autolesionisti”.

In effetti la presentazione del ddl un sopracciglio lo fa alzare quando dice :

“Le nuove tecnologie informatiche e di comunicazione, il diverso ruolo in cui si atteggiano le piattaforme che mediano tali contenuti informativi, le peculiarita` di alcuni sistemi di distribuzione e di categorizzazione delle notizie (tra cui, in primis, i motori di ricerca) rendono, infatti, necessario ed improrogabile un intervento del legislatore.”

I motori di ricerca ? i motori di ricerca (cioè google) sono (è) uno dei migliori amici degli editori ! non è un caso che anche in google news ci sia una sezione “dalla redazione” con articoli in evidenza indicati dagli editori stessi.

Continua la presentazione del DDL

I soggetti che raccolgono pedissequamente – selezionandoli per materia senza alcun personale apporto originale ed innovativo – articoli di quotidiani e riviste al fine di venderli a terzi,

ah, dunque si pensa a chi fa rassegne stampa…

cosı` come i siti internet che prelevano sistematicamente dalle pagine web dei giornali notizie e contenuti editoriali da offrire ai propri utenti, utilizzano indebitamente lo sforzo organizzativo ed imprenditoriale di altri.

… e a chi copia e redistribuisce (non linka) interi articoli sul web..

Però, a ben vedere, nell’articolato, di web e di motori di ricerca e di online, proprio non si parla. Decisamente una presentazione infelice…

L’articolo si limita infatti alla fattispecie delle rassegne stampa di giornali e riviste (non di testate telematiche)

«2-bis. Al di fuori dei casi di cui al comma 1, l’utilizzo o la riproduzione, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, di articoli di attualita` pubblicati nelle riviste o nei giornali, allo scopo di trarne profitto, sono autorizzati esclusivamente sulla base di accordi stipulati tra i soggetti che intendano utilizzare i suddetti articoli, ovvero tra le proprie associazioni di rappresentanza, e le associazioni maggiormente rappresentative degli editori delle opere da cui gli articoli medesimi sono tratti. Con i medesimi accordi sono stabilite la misura e le modalita` di riscossione da parte dell’editore del compenso dovuto».

Cioè, fatti salvi il diritto di critica, di citazione e le utilizzazioni didattiche, ecc…

“Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.”

… al di fuori di questi casi, la riproduzione di articoli di giornali e quotidiani, per farci dei soldi (ovvero le rassegne stampa) sono possibili dopo che il rassegnatore (o chi rappresenta i rassegnatori) si mette d’accordo sul compenso con chi rappresenta gli editori.

mi pare di capire cioè che il testo escluda la possibilità di accordi diretti tra i rassegnatori e gli editori.

Ecco, forse questo può non piacere a qualche editore (me ne viene in mente uno che non nomino ;-) [che non è il Sole]