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Respingimenti, è tensione fra Brasile e Spagna

1 March 2012versione stampabile

Stella Spinelli

Il governo brasiliano ha appena deciso di allungare la lista dei requisiti richiesti agli spagnoli per entrare in Brasile come turisti. Un provvedimento che ha molto inasprito i rapporti con Madrid, che non crede a quel che va ripetendo il governo di Brasilia dal giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole, ossia che non si tratta di una legge dettata dal livello di gradimento verso gli spagnoli, i quali erano e resteranno i benvenuti.

Eppure, in base a quanto dichiarato dalla División de Inmigración del Ministerio de Relaciones Exteriores brasiliano, gli spagnoli sono gli unici cittadini di un paese Schengen al quale verrà applicata la nuova normativa. Perché? Semplicemente per rispondere con la stessa moneta a chi applica norme di entrata durissime nei confronti dei turisti brasiliani. È il principio della reciprocità.

Da ora in poi, quindi, gli spagnoli, pur continuando a non aver bisogno di richiedere il visto, dovranno avere con sé una considerevole somma di denaro, che equivalga ad almeno cento dollari al giorno per ogni giorno di permanenza, un biglietto di andata e ritorno, e una prenotazione in hotel. E nel caso in cui vengano ospitati da qualcuno, il padrone di casa dovrà far avere all’amico turista una lettera firmata davanti a un notaio che spieghi la durata del soggiorno, l’indirizzo esatto e il perché della visita. Regole che scatteranno dal prossimo 2 aprile.

Entrambi i governi, comunque, difendono i rispettivi provvedimenti, appellandosi alla sicurezza nazionale. È un sistema che assicura un transito regolare di passeggeri perché il tutto sarà coadiuvato da maggiori controlli agli aereoporti internazionali.

Nonostante i provvedimenti e le diatribe diplomatiche, ai turisti spagnoli sembra comunque non essere scaduto il Brasile quale metà prediletta per le vacanze. Tanto che la Spagna è il quinto paese al mondo per numero di turisti che scelgono il gigante verdeoro. Resta comunque che dal 2008 il Brasile e la Spagna battibeccano continuamente per il trattamento che gli spagnoli riservano ai brasiliani che arrivano nei loro aeroporti. Sono tanti quelli respinti, tanto che anche il Brasile ha aumentato tale pratica. E le relazioni diplomatiche ne risentano, specialmente quando a essere respinti sono addirittura professionisti arrivati a Madrid o Barcellona per partecipare a congressi scientifici.

L’unico altro paese al mondo con il quale Brasilia ha scelto la reciprocità, spronata dall’atteggiamento ingiustizo riscontrato verso i suoi cittadini, sono gli Stati Uniti. Da anni, uno statunitense che vuole entrare in Brasile necessita di un documento con le impronte digitali, altrimenti torna a casa. Una misura che inizialmente causò perdite economiche elevale al gigante sudamericano in quanto i turisti a stelle e strisce diminuirono di colpo, ma per molti paesi vicini questo gesto fu e resta esemplare e da ammirare, visto che solo una potenza come il Brasile poteva e può permettersi un testa a testa con gli Stati Uniti d’America. E’ da allora che la reciprocità è la regola della politica estera brasiliana.