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Russia, la protesta corre sul filo della rete

4 March 2012versione stampabile

Mario Di Vito

Internet è il luogo in cui nessuna distanza risulta essere davvero incolmabile. Una grande piazza che collega i continenti, unisce i popoli e facilita il passaggio delle informazioni ad una velocità difficilmente immaginabile fino a pochi anni fa. E’ così che i network sociali si sono dimostrati utilissimi nelle proteste di piazza, basti pensare ai vari movimenti ‘Occupy’ e al Nord Africa. Insomma, i tempi di Radio Londra e dei messaggi criptati sembra lontano ormai millenni.

Anche in Russia, la rete si sta dimostrando uno strumento essenziale per i tanti movimenti anti Putin. Le presidenziali sono alle porte e il paese più silenzioso del mondo si sta destando, pronto a riversarsi in piazza a velocità supersonica in caso di brogli. Eventualità che, tra l’altro, non stupirebbe nessuno. Un tempo si diceva che, nella vecchia Unione Sovietica, nessuno faceva mai domande e il livello di apprezzamento del regime comunista si misurava soltanto osservando la lentezza con cui i cittadini andavano alle riunioni di partito, per poi dileguarsi alla svelta appena il segretario di sezione finiva di parlare. Adesso,violenze e abusi sono sotto gli occhi di tutti grazie ai social network. Le denunce sono migliaia e navigando un po’, si trova anche una ‘Mappa delle Violazioni’ interattiva, con segnalazioni da tutta la Russia.

“L’avvento dell’uso di queste nuove tecnologie digitali e personali per monitorare le elezioni – spiega Lisa Kammerud della Fondazione Internazionale per i sistemi elettorali diWashington – è sicuramente in aumento perché la tecnologia che è disponibile ora semplicemente non era disponibile prima”.Ma è solo una questione di contingenze? Oppure il fatto di avere tutte le informazioni finalmente sott’occhio ha permesso il risveglio delle coscenze civiche? “Per attivare una risposta internazionale dei media – prosegue la Kammerud – o per far scattare un moto di protesta tra i civili all’interno o al di fuori del proprio paese, aiuta il fatto di avere avere ‘prove visive'”. Infatti, i video degli scontri nelle piazze e degli abusi di polizia, altro non hanno fatto che aumentare le dimensioni delle stesse proteste.

Stanley Kubrick diceva che “la realtà è una questione di montaggio” e così, da quando si ha avuto modo di mettere in dubbio le versioni ufficiali con prove documentate, il montaggio della Storia è cambiato e le ‘mezze verità’ contenute nei comunicati del governo, da sempre accolte con silenziosa rassegnazione da parte dei russi, hanno assunto la forma di ‘complete bugie’, tra l’indignazione di un popolo stanco di ascoltare sempre le stesse litanie dei tempi di Stalin.

Scondo i dati di MTS, uno  più grandi operatori di telefonia mobile in Russia, le vendite di smartphone hanno rappresentato più del 20 percento del mercato della telefonia nel 2011, un netto balzo in avanti rispetto all’8 percento dell’anno precedente. Un numero indicativo, che va di pari passo con l’aumento delle proteste, in uno scenario da incubo per Putin e la sua classe dirigente. Il Cremlino, a 95 anni dalla Rivoluzione, trema di nuovo.