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Malvinas/Falkland, autodeterminazione o necessità di sfruttamento delle risorse?

5 March 2012versione stampabile

Trent’anni sono passati dalla guerra che sconvolse la tranquillità dell’arcipelago delle Malvinas e ancora oggi si discute molto animatamente se questo bellissimo angolo di paradiso debba restare sotto controllo britannico o debba tornare ad essere argentino, come prima del 1833.

La questione ha preso molte pieghe nel corso degli ultimi tempi, passando dal fattori legati al colonialismo a quelli economici, fino a giustificare le continue scaramucce fra Londra e Buenos Aires con ipotetici discorsi relativi all’autodeterminazione di un popolo.

Questo è il dilemma. Di quale popolo si parla? Autodeterminazione argentina o britannica? Bel problema. Di fatto, dopo la vittoria di Londra su Buenos Aires nella guerra delle Falkland, gli abitanti dell’arcipelago hanno piena cittadinanza britannica. E secondo ciò che accade da quelle parti negli ultimi mesi sembra proprio che non ne vogliano sapere di cambiare il loro status. Anche nei giorni scorsi, dopo l’arrivo nell’arcipelago delle forze militari britanniche giunte sul posto solo per manovre militari, sono comparse in diversi angoli della capitale Port Stanley bandiere inglesi. Una conferma al fatto che la popolazione locale non ne vuol sapere di tornare ad essere controllata dall’Argentina.

La questione, però è molto complessa e come già detto non passa solo ed esclusivamente dai diritti acquisiti della popolazione locale. Anzi, sembra quasi che entrambe le parti stiano un po’ strumentalizzando i tremila abitanti delle isole.

Il problema è ben altro: l’avidità degli stati per l e risorse naturali presenti nel sottosuolo e sotto il mare: gas naturale e petrolio. Questo è il punto: contano di più 3mila abitanti, il loro diritto alla vita o lo sfruttamento delle risorse? A questo quesito nessuno ha risposto.

Secondo alcuni studi le isole potrebbero nascondere giacimenti di petrolio che variano da un minimo d 300 a un massimo di 450 milioni di barili. Un affare colossale. Il progetto relativo al suo sfruttamento dovrebbe avere inizio ad inizio 2016. In ballo ci sono molti miliardi di dollari. Anche per queste ragioni, anzi soprattutto per questi motivi, che la questione fra Gran Bretagna e Argentina dovrà essere risolta quanto prima.

2 Responses to Malvinas/Falkland, autodeterminazione o necessità di sfruttamento delle risorse?

  1. Salvatore

    20 March 2012 at 10:48

    L’amore e la stia che ho verso la granbretagna e l’Argentina non ha confini.la scelta degli abitanti da che parte stare pero’ non lascia dubbi. Lo frutta mento futuro”petrolio gas ecc.” potrebbero portare entrambe le nazioni a scelte di forza non controllabili. Le nazioni unite dovrebbero avere sempre la situazione sotto controllo, cercando di stemperare gli animi.la morte di un solo cittadino di entrambe le parti sarebbe una sconfitta ore tutti.

  2. Marco

    20 March 2012 at 15:06

    Ma a me sembra che da parte degli abitanti delle isole nn ci sia aggressione, quindi lasciateli in pace determinasi come vogliono loro! Sono li dal 1830 se non contano loro chi allora? La questione e che l’Argentina nn a mai assimilato la sconfitta del 82.
    Gli abitanti avranno tutta la solidarietà della UE e UK quindi neanche ve lo dovete immaginare uno scenario bellico Argentini.
    Potete continuare ad urlare quanto volete nelle UN.